L I V E – R E P O R T


Articolo di Cristiano Carenzi, immagini sonore di Alessandro Pedale

Il primo disco da solista di Franco126 ci ha dimostrato le sue grandi capacità di scrittura e, come c’è stato un notevole salto qualitativo in studio ciò si è rispecchiato anche sui live. È Mercoledì 27 Marzo e l’Alcatraz, come ci si poteva aspettare, è andato sold out e infatti la folla aspetta impaziente l’arrivo dell’esponente della Love Gang. Prima di lui però sul palco si presenta Francesco De Leo, altro membro del roster Bomba Dischi per il quale ho sempre avuto un debole. L’estate scorsa sono riuscito con piacere a vederlo live più volte ma mai nelle modalità che ci ha presentato questa sera.

Sul palco ci sono soltanto lui e la sua chitarra con la quale ci riserva venticinque minuti di esibizione particolarmente intimi. Nonostante ciò, come alcuni spettatori ci hanno tenuto a sottolineare a suon di urla fastidiose, per chi non conoscesse il cantante, vederlo per la prima volta in questa veste non deve essere stato immediatamente apprezzabile. Per fortuna si trattava di pochi elementi sparsi tra un pubblico che in generale ha risposto abbastanza bene al set d’apertura. Io personalmente con lui mi diverto sempre e oltre ai più canonici brani estratti da La Malanoche ho avuto la fortuna di sentire anche l’ultimo singolo V.

Pochi minuti dopo le 22 arriva il momento del protagonista della serata, con lui ci sono anche due chitarre, un basso, una batteria e i synth (suonati da Ceri Wax, il produttore di tutto il disco). Il palco è arredato come una stanzetta, ci sono un divano e altri elementi di richiamo al titolo del disco, e poi sono presenti due insegne per gli sponsor del tour: Totocalcio e Molinari. Di visual veri e propri invece non ce ne sono, soltanto la scritta Stanza Singola proiettata per tutto il live.

Il brano con cui Franco decide di aprire è Fa lo stesso per poi proseguire con il primo brano del disco: San Siro. Fin da subito si nota un enorme miglioramento vocale rispetto a prima, lo avevo sentito l’estate scorsa insieme a Carl e le voci di sottofondo che erano spesso presenti, in questo tour sono state eliminate quasi del tutto. Fin da subito il pubblico risponde molto bene cantando a squarciagola questi brani. Continua con Brioschi per poi fermarsi un attimo ad interagire con il pubblico al fine di introdurre il primo episodio estratto da Polaroid ovvero Noccioline, è su questo pezzo che il pubblico si lascia andare del tutto.

Prosegue con qualche altra battuta per presentare Nuvole di drago e poi ritornare a Polaroid. In tutti gli episodi estratti da questo lavoro le parti di Carl Brave sono tagliate e su Sempre in due il mio pensiero va subito all’allontanamento che c’è stato proprio tra loro negli ultimi mesi. È giunto ora il momento per l’ospite della serata ovvero Venerus con il quale esegue Senza di me, forse il brano a cui purtroppo il pubblico reagirà meno bene nel corso del concerto.

Si ritorna all’initimità della stanza singola con Parole Crociate eseguita con Franco fermo all’asta del microfono e si continua con tutti i brani mancanti del disco. Tra queste si alternano anche Interrail e una cover di Califano, prima della quale prende in giro il pubblico milanese che non nutre un culto nei confronti del cantautore romano. Esegue Ieri l’altro che però, se era stata la canzone da me più apprezzata all’ascolto non si può dire la stessa cosa del live, forse un brano troppo intimo per l’esaltazione generale del pubblico; e infatti, per alleggerire la situazione, decide di farci ascoltare l’intero audio whatsapp che conclude Fa lo stesso e che evito di riportarvi.

A questo punto si capisce che ci stiamo avviando verso la conclusione e infatti dopo Vabbè e Frigobar il cantante scende dal palco. La folla continua ad acclamarlo e ovviamente risale per fare il bis di Brioschi e di Vabbè con la quale chiude definitivamente il concerto. L’ora e un quarto al quale ho avuto il piacere di assistere mi lascia assolutamente soddisfatto, l’unica critica che si può fare è che, a parte un paio di episodi, le canzone sono suonate identiche al disco senza un minimo di riarrangiamento; nonostante ciò il risultato è comunque ottimo. Franco non è un animale da palco ma come è giusto che sia, questo disco eseguito in maniera troppo vivace o spinta perderebbe tutta la sua unicità e quindi, anche se sembra quasi svogliato, è giusto che Franco sul palco sia così, soprattutto dopo il notevole miglioramento vocale che sottolineavo all’inizio.

Francesco De Leo
Francesco De Leo