R E C E N S I O N E


Articolo di Alessandro Berni

Se si potesse racchiudere in una immagine sintetica questa antologia atipica di Nada che va sotto il nome di Materiale Domestico, avrebbe senso scomodare l’espressione diario di lavoro e d’amore, quello che un tempo veniva spesso e volentieri incorniciato in un’espressione ariosa e invitante come “labour of love”, a enfatizzare l’aspetto affettivo, confidenziale, intimamente domestico di un prodotto artistico. Quello di cui la Malanima ci rende partecipi è dunque un suono più raccolto che per una buona parte di questo flashback rivolto all’epoca del parto, porta una Nada vicina all’ascoltatore se non addirittura “in braccio” allo stesso, nell’atto di porgergli una creatura poco dopo il momento dell’uscita dal grembo.

Nada, 2018, credits Claudia Pajewski

Si prenda ad esempio La mia anima dove il ricco arrangiamento definitivo archi, ottoni e battito percussivo, svela un’idea originale dove quella scansione era appoggiata da un basso puntuto con il solo sax a sottolineare le variazioni.  Il suono sempre in faccia fa capolino anche in episodi come Distese, dove la differenza con la versione definitiva è talmente impalpabile da lasciare la netta impressione che ciò che abbiamo potuto ascoltare a suo tempo sia il più classico dei one take.
Eclatante il caso di Senza un perché, la grande hit “tardiva” dell’ultima Nada dove la demo concepita in origine per questa canzone che visse due volte, si affranca dall’alt-rock ossessivo ultima maniera richiamando il solare pop d’annata della protagonista.   In certi casi poi – come nella demo di L’estate sul mare – la cantautrice toscana si sbizzarrisce portandosi in dote un tape di voci scanzonate in sottofondo.
Gli inediti dal canto loro hanno il merito di giocare di fino, con salutari alleggerimenti che portano in primo piano il ricorrente lato fresco e attraente incluso nel pacchetto rugginoso e quasi rumoristico della Nada ultima maniera.  È quell’umore irresistibile che viene dall’inconfondibile canto ironico e sornione della nostra e che permea la godibilissima e spiritosa Ho perso la testa, la scanzonata Come una roccia e la melodia appassionata di Berlino.

Materiale domestico nell’accezione squisitamente low-fi dunque? Sì ma di differente ordine e grado.  C’è quanto citato sopra dove strumenti e voce suonano sì grezzi ma come quelle demo di lusso che la contemporaneità può facilmente consentire, e c’è per converso la bassa fedeltà tipica da scantinato o da ripostiglio casalingo dedicato.  Come ne La gallina (primissima versione di Curate e Coccolata) e Guarda quante stelle, versione ultrarudimentale dell’ ultima emissione della Nada pop nel lontano 1992, prima del lungo silenzio che determinerà la rinascita alternative alla fine della decennio. 
In queste canzoni neonatali – fotografate e sorprese nella camera iperbarica in attesa di adattarsi all’ambiente del mondo circostante – non va in scena l’apoteosi di quell’ascolto finale che spesso, a torto, si crede scaturito per incanto dalla folgorazione ispirativa dell’artista.  Qui, se si crede, si segue il processo di scrittura nelle sue sabbie mobili, nei suoi stop e nei suoi segni aridi e concreti, in quella quotidianità d’artista fatta di sangue e sudore, ancora lontana dalla magia che rappresenta la condivisione ultima del prodotto finale.  Un ascolto differente e ben lontano dal puro godimento spettacolare della normale fruizione e che chiede il necessario complemento della lettura dell’omonimo libro, per quella che potrebbe dirsi un’idea più vicino possibile ad una immedesimazione nelle durezze del mestiere.

TRACKLIST:

2019/2007
01. Dove sono i tuoi occhi
02. Due giorni al mare
03. Una pioggia di sale
04. Alzati all’alba
05. L’estate sul mare
06. L’ultima festa
07. Sonia
08. Il tuo Dio
09. La mia anima
10. Chiodi
11. Distese
12. Luna in piena

2004/1986
01. Senza un perché
02. Asciuga le mie lacrime
03. Tutto l’amore che mi manca
04. Giulia
05. La musica antica
06. Ho perso la testa (inedito) / 2000
07. Come una roccia (inedito) / 1995
08. La gallina /1993 (registrata col titolo curata e coccolata nel 1999)
09. Guarda quante stelle
10. My love
11. Berlino (inedito) / 1988
12. Fuga di gas (inedito) / 1986