R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Avishai Cohen è un trombettista israeliano che vive negli Stati Uniti e Big Vicious è il nome del gruppo che ha formato, circa sei anni fa, composto da Uri Ramirez alla chitarra, Yonatan Albalak alla chitarra e basso, Aviv Cohen alla batteria, Ziv Ravitz alle percussioni e all’elettronica. Un gruppo esposto ai venti di tante influenze diverse: elettronica, ambient, psichedelica, ma anche groove e persino pop music. Per ammissione dello stesso Cohen non è stato facile far convivere tanti spunti e tante diverse personalità. Per avere un’idea del disco basta incominciare l’ascolto da Fractals, basata su una cosiddetta “scala indiana” per chitarra e che porta in realtà, con sé ritmi e sonorità che spaziano dalla psichedelia ai soliloqui trombettistici del jazz “freddo”.

Una impronta più decisamente “cool” è data da Teno Neno, mentre molto più “pop” appare la bella cavalcata sonora di King Kutner con qualche suggestivo assolo di chitarra, ma dove, come ammonisce Avishai Cohen, lo spazio per gli individualismi è azzerato, a tutto vantaggio della composizione corale, molto pensata, progettata, rifinita. Poca improvvisazione jazz dunque, e molto limatura di spigoli insieme a una grande attenzione per i dettagli. The Things You Tell Me che è quasi una ballata folk con molte licenze poetiche sulle quali, dalle sonorità dolci della chitarra di Uzi Ramirez, si insinua la tromba inquieta di Coehn. Spazio anche per la melodia ricercata, come in Moonlight Sonata, dove nelle intonazioni, negli sviluppi e persino nel titolo è reso omaggio, anzi per meglio dire, forse è evocata la musica classica e, vagamente, persino la forma-sonata. Non si pensi tuttavia di trovarsi di fronte ad una sorta di miscellanea musicale. Il lavoro di Avishai Cohen è raffinato, misurato, rigoroso e forse, persino troppo ben confezionato per chi amasse un suono più “sporco” e più emozionale. Vale comunque la pena di assaporare il gusto di questo cocktail fresco, forse freddo, di grande musica. Lunga tournée per la presentazione del lavoro dei Big Vicious, almeno quelle erano le prospettive che dovranno necessariamente essere adeguate e riprogrammate, a causa della crisi sanitaria che stiamo vivendo. Un motivo in più per acquistare l’album con la bella copertina, opera dell’illustratore e fumettista israeliano David Polonsky. 

Tracklist:

01. Honey Fountain
02. Hidden Chamber
03. King Kutner
04. Moonlight Sonata
05. Fractals
06. Teardrop
07. The Things You Tell Me
08. This Time It’s Different
09. Teno Neno
10. The Cow & The Calf
11. Intent

 

 

 

 

 

 

Intent