R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Diciannove anni fa, quando ancora i cellulari avevano l’antenna e l’adsl era per pochi eletti, MTV, ai tempi ancora il principale veicolo di trasmissione di musica nuova, trasmetteva il video di Clint Eastwood, un video in animazione che sollevò una questione tra tutte: chi sono questi personaggi animati che cantano e si muovono in un mondo parallelo? Perché non si vedono i componenti del gruppo? Semplice, perché i Gorillaz sono stati il primo gruppo virtuale: di fatto, la band in carne e ossa non esiste.

Oggi siamo abituati a live su Twitch, concerti in streaming su piattaforme come Fortnite, stanze a pagamento su Zoom o altro: Damon Albarn, la mente semplicemente geniale dietro questo progetto insieme al fumettista Jamie Hewlett, e soci da diciannove anni calcano i palchi con ologrammi, di fatto diventando pionieri di un tipo di fruizione musicale a cui ora, volenti o nolenti, siamo costretti. I Gorillaz non hanno riscosso un successo mondiale enorme solo per questo approccio innovativo, ma soprattutto perché ogni canzone diventa subito una hit, sono in grado di essere pop nel loro essere ricercati e sempre originali.
Damon si dimostra sempre infallibile, anche in Song Machine – season 1 Strange timez. Anticipato da una serie di video teaser, le cui immagini sono poi state montate insieme e animate, questo disco segna l’ennesimo, vincente capitolo della storia dei Gorillaz.

17 canzoni che sono una raccolta di impressioni, vibrazioni, suoni da tutto il mondo, forse anche dalla Luna, visto che loro possono arrivare ovunque. Ogni canzone è un racconto a sé stante che però dialoga costantemente con gli altri brani: Damon Albarn conosce a fondo la musica, sa quali sono i migliori con cui collaborare, e lo fa anche in questo album: How far con Skepta e Tony Allen, è un brano completamente diverso da Chalk Tablet Shower feat. St. Vincent, eppure, come in una costellazione, ogni singola parte crea una forma nuova. Ci sono i JPEGMAFIA, gli Unkwnown Mortal Orchestra, Robert Smith, Beck e Elton John in questo album: pare quasi che tutti vogliano entrare a far parte del supergruppo inesistente più famoso del mondo.
Ancora una volta, diciannove anni dopo, i Gorillaz riescono a stupirci, parlando un linguaggio contemporaneo, originale, innovativo che va oltre ogni aspettativa. D’altronde solo un gruppo immaginario è in grado di immaginare suoni e futuri alternativi. Ovviamente le sorprese non finiscono qui: il 12 e 13 dicembre ci sarà il Song Machine live, dove i Gorillaz presenteranno l’album dal vivo per la prima volta su LIVENow. E l’attesa, sospettiamo, sarà ripagata a pieno.

Tracklist:
01 Strange Timez (ft. Robert Smith)
02 The Valley of The Pagans (ft. Beck)
03 The Lost Chord (ft. Leee John)
04 Pac-Man (ft. ScHoolboy Q)
05 Chalk Tablet Towers (ft. St. Vincent)
06 The Pink Phantom (ft. Elton John & 6LACK)
07 Aries (ft. Peter Hook & Georgia)
08 Friday 13th (ft. Octavian)
09 Dead Butterflies (ft. Kand & Roxani Arias)
10 Désolé (ft. Fatoumata Diawara)
11 Momentary Bliss (ft. slowthai & Slaves)
12 Opium (ft. EARTHGANG)
13 Simplicity (feat. Joan As Police Woman)
14 Severed Head (ft. Goldlink & Unknown Mortal Orchestra)
15 With Love To An Ex (ft. Moonchild Sanelly)

16 MLS (ft. JPEGMAFIA & CHAI)
17 How Far? (ft. Tony Allen & Skepta)