R E C E N S I O N E


Recensione di Lucio Vecchio

Canova è un piccolo borgo medioevale, immerso nella natura della Val d’Ossola. Un villaggio di case in pietra e legno, abitato da diversi artisti. Ed è anche il luogo in cui, sei anni fa, questo trio è nato grazie all’incontro spontaneo di tre amici: Elisa Marangon, voce e pianoforte – Roberta Brighi, basso elettrico e voce – Massimiliano Salina, batteria.
Nel tempo, i percorsi ed i gusti personali, così come la voglia di sperimentare e rischiare, hanno permesso al gruppo di lavorare su brani originali ed arrangiamenti del tutto personali, caratterizzati da ricerca ritmica e liricità, ispirandosi alla musica jazz nordeuropea (come Kenny Wheeler, Ewan Svensson e Norma Winstone), così come al jazz americano, al neo soul e all’R&B moderno (come Robert Glasper e Gretchen Parlato).
Nell’estate del 2021 hanno registrato il loro primo album insieme Agata, con un ospite speciale, il trombettista Fulvio Sigurtà.
Attraverso colori e geometrie sorprendenti e sempre differenti la pietra Agata si fa spazio nel mondo e racconta, senza parole, di un miracolo della natura. Dalla combinazione di diversi fattori naturali nascono delle vere e proprie opere d’arte, dall’identità forte, che a tratti ricordano tecniche pittoriche appartenenti ad epoche lontane tra di loro.
Una modalità espressiva molto vicina al mondo della musica, che fa pensare al colore di questo disco.
In Agata, edito da Filibusta Records, trovano posto 11 tracce. Oltre alle composizioni originali di Elisa Marangon, di cui una scritta con Roberta Brighi, ed una di Massimiliano Salina, sono presenti reinterpretazioni di brani di Antonio Carlos Jobim, WayneShorter, Bill Evans, Enrico Pieranunzi, Dave Castle/Ewan Svensson.

Il trait d’union che lega Agata alla pittura è chiaro fin dal primo brano che si intitola Las tres hermanas en la playa ispirato al quadro che l’impressionista Joaquin Sorolla dipinse nel 1908 per la sua prima mostra negli Stati Uniti. Tre sorelle si tengono per mano mentre camminano sulla battigia ed i loro corpi sono riproposti in forma frastagliata dal riflesso sull’acqua. Il brano infatti sembra galleggiare sull’acqua suggerita dalle spazzole di Massimiliano Salina. Theme for Fra è un arioso brano in cui il tema viene riproposto in un divertente passaggio di testimone fra pianoforte e basso elettrico per poi tornare al pianoforte. La batteria fa da contrappunto sostenendo e in alcuni momenti sottolineando le note del piano. Circle in the sand è la reinterpretazione del brano del chitarrista svedese Ewan Svensson. La mancanza della chitarra, che è lo strumento principale del brano originale, non è sicuramente un problema dato il bell’arrangiamento proposto, impreziosito dalla tromba di Fulvio Sigurtà. Awakening è l’augurio di un risveglio luminoso in cui ritrovarsi in una splendida eufonia. Molto bella la trovata di staccare dal tema cantando in polifonia il titolo che diventa l’inciso, sottolineandolo solo con un battito di mani.

Nel 2003 Enrico Pieranunzi decise di omaggiare Fellini ridando nuova luce alle splendide musiche composte da Nino Rota per i film del regista riminese. Reinterpretando Fellini’s Walz il Canova Trio rivitalizza brano contenuto nella raccolta di Peranunzi.
Con Chovendo na roseira e Falando de amor, due brani caposaldo della musica popolare brasiliana, si svela la seconda anima del Canova Trio. Riprendendo le composizioni del maestro Antônio Carlos Jobim, che riassumono le due anime della musica Brasiliana, il trio restituisce versioni fresche come la pioggia che bagna un cespuglio di rose in primavera.
Decidere di rivisitare brani della tradizione jazz come Very Early di Bill Evans e Footprints di Wayne Shorter è sempre cosa ardita. I musicisti riescono a ricostruire le trame dei due brani, assai diversi fra loro, traendone due versioni molto convincenti.
Se ben comprendo le note riportate nel libretto che accompagna il cd, Filosofo è un brano che Elisa Marangon ha dedicato ad un gatto o forse il gatto ne è l’ispiratore. Il felino, come fosse un filosofo, passa le malinconiche giornate sul balcone di una casa in riva al lago, interrogandosi sul senso della vita. Il disco si chiude con Liriko che vede il ritorno di Fulvio Sigurtà alla tromba. Il pezzo è sospeso e onirico fin dalle prime battute. Gli strumenti suonano in punta di piedi, la tromba ed il piano si danno il cambio per poi ritrovarsi in un finale delicato che lascia il cuore carico di speranza.

Agata è un contenitore di sensazioni ed ispirazioni che ha il pregio di portarci a passeggio per il mondo anche senza uscire dalla stanza in cui, per forza o per scelta, ci si trova rinchiusi.

Tracklist:
01. Les trois sœurs à la plage (06:00)
02. Theme for Fra (04:52)
03. Circles in the Sand (03:17)
04. Awakening (04:32)
05. Fellini’s Waltz (06:42)
06. Chovendo na Roseira (03:51)
07. Very Early (02:18)
08. Footprints (04:54)
09. Falando de Amor (05:07)
10. Filosofo (05:07)
11. Liriko (07:44)