L I V E – R E P O R T
Articolo e immagini sonore di Paola Tieppo
Quando decido di andare ad ascoltare un concerto possibilmente mi “preparo” prima, soprattutto cercando in anticipo un “assaggio musicale” di ciò che verrà eseguito. Talvolta, invece, è sufficiente la conoscenza di uno o più musicisti per confermare la mia partecipazione oppure è la combinazione degli strumenti a stimolare la mia curiosità.
Mercoledì sera la molla che mi ha spinta verso il Centro Francescano Culturale Rosetum di Milano è da individuarsi proprio in queste due ultime opzioni, anche se -in primis- ci tenevo molto ad esserci poiché si trattava dell’ultima serata della 5° stagione del Rosetum Jazz Festival: rassegna curata con grande attenzione, ricerca e sensibilità da Lorenzo De Finti, pianista e compositore la cui notorietà è ormai decisamente oltre l’italico confine. Mi sono molto spesso, per non dire sempre, sentita in sintonia con le sue scelte artistiche, tutt’altro che ovvie e che, fortunatamente, non annoverano sempre i soliti nomi, quindi quest’ultima proposta, di taglio meno jazz e più orientata verso il cosiddetto neoclassico, come gran finale, mi ha veramente attratta.

Va inoltre considerato che avevo già ascoltato lo scorso anno il sopranista di Göteborg Mikael Godée, classe 1957, premiato musicista e autore fra i migliori del jazz svedese, in una formazione di matrice spiccatamente jazz e mi era piaciuto molto, perciò l’idea dell’inusuale accostamento ad un quartetto d’archi, con intuibile cambio di registro musicale, costituiva motivo di conoscere un nuovo lato del suo carattere artistico.
Il MalvaKvartetten, nome derivato da una delle mie piante preferite in fitoterapia, si è costituito nel 2008: i suoi componenti, anch’essi svedesi, attualmente con base fra Göteborg e Stoccolma, hanno studiato musica da camera per poi distinguersi in esecuzioni senza limiti di genere, preferibilmente di giovani autori, di paesi e culture geograficamente distanti, dimostrando notevoli dosi di creatività e sperimentazione, nonché capacità di comunicazione empatica con il pubblico.

Il desiderio, lungamente coltivato, di Mikael Godée di scrivere musica per sax soprano ed archi è quindi sfociato, a partire dal 2015, nella collaborazione con il MalvaKvartetten, dando vita ad un repertorio di brani originali e di sue precedenti composizioni riarrangiate appositamente per questo ensemble. Il risultato è un flusso di suoni dai timbri perfettamente amalgamati, fra eleganti sonorità tipicamente nord europee ed accenni di folklore svedese, davvero piacevoli e destinati a ritemprare gli animi ben oltre la durata del concerto. La scaletta comprendeva circa una decina di brani, iniziati con la delicata lentezza dei cinque strumenti all’unisono, per poi proseguire, in quelli successivi, avvicendando le loro voci, come in un dialogo, fra episodi leggiadri e poetici ed occasionali brevi momenti quasi dissonanti, ma mai spiacevoli, con rarissime note cupe.

In altri passaggi, le corde pizzicate in contemporanea davano il ritmo di base sopra il quale il lirismo del soprano si librava leggero come una piuma o sommessamente gioioso, sempre soave, in qualche caso creando una melodia facilmente immaginabile danzata da ballerine classiche sul palco di un prestigioso teatro. I quattro giovani del Malva conversavano fra di loro, accoppiando e alternando i suoni in una sequenza giocosa: se in una introduzione erano le corde del violoncello di Axel Vilborg a vibrare con il soprano, in un’altra erano i violini di Terese Lien Evenstad e Agnes Scherwin ad avvolgere in un tenero abbraccio sonoro e in un’altra ancora era la viola di Flip Magnusson a dare spazio al più puro romanticismo accarezzando le mie “corde” più profonde. Il rispetto fra i cinque si evidenziava nel non essere mai uno più sopra le righe dell’altro, complice anche la dolcezza insita negli strumenti coinvolti.

In conclusione un progetto raffinato che ha sicuramente sorpreso parte dei presenti, regalando, nonostante la giornata volgesse quasi al termine, una meravigliosa sensazione di leggerezza e la riconoscenza di poter pensare, con me, #eiovadoadormirefelice






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