R E C E N S I O N E


Recensione di Andrea Furlan

La parola dáimōn ha origine dal greco antico e significa messaggero divino, spirito guida, colui che fa da tramite tra Dio e l’uomo. Platone, ne “La Repubblica”, racconta il mito di Er secondo cui le anime, prima della nascita, scelgono il proprio demone, la propria immagine, che le accompagnerà nel corso della vita. Il dáimōn è quindi la personalità, una sorta di vocazione dalla quale dipende la realizzazione del proprio destino.

Non sarà il dèmone a scegliere voi, ma voi il dèmone […] La virtù non ha padroni; quanto più ciascuno di voi la onora, tanto più ne avrà; quanto meno la onora, tanto meno ne avrà. La responsabilità è di chi sceglie. Il dio non ne ha colpa” (Platone, La Repubblica)

Massimiliano Larocca, musicista e cantautore fiorentino la cui ventennale carriera vanta sette album solisti, usa questa citazione per introdurre Dáimōn, secondo capitolo della collaborazione con Hugo Race (musicista australiano, nei primi Bad Seeds di Nick Cave, con un forte legame con l’Italia) che del disco cura la produzione artistica e gli arrangiamenti, questi ultimi insieme a Nicola Baronti. Non siamo quindi davanti a un ponderoso trattato filosofico, ma a un’intensa raccolta di canzoni che esplora l’animo umano e le sue inclinazioni e si spinge fino al termine della notte, al confine dell’invisibile.

Dáimōn è un immaginifico cammino che sposa poesia e musica con quel quid di letterarietà che caratterizza spesso i lavori di Larocca. Il songwriting denso, enigmatico, procede per gradi, genera forti suggestioni che si amalgamano in suoni evocativi, ricercati, sospesi tra pulsioni ritmiche, slanci elettronici, ricercatezze acustiche. Il canto, talvolta contiguo alla recitazione, e la profondità della voce, acuiscono la sensazione di librarsi nel vuoto, di perdersi nell’oblio, nel sogno.

Il legame artistico con Hugo Race iniziato nel 2019 con Exit | Enfer (qui la recensione) continua a produrre risultati di rilievo: la struttura folk, minimale e visionaria dei brani si tramuta in melodie cinematiche, di respiro ampio, i variegati colori delle chitarre attingono anche al blues e ad atmosfere dark, il sagace utilizzo di synth ed elettronica dipinge un avvincente paesaggio sonoro. I raffinati arrangiamenti sono valorizzati dalla qualità della registrazione (per lo più analogica) effettuata presso la sala d’incisione L’Amor Mio Non Muore di Forlì. Decisamente valido il gruppo di musicisti che supporta Larocca in questa avventura: l’eclettico Roberto Villa al basso, Diego Sapignoli alla batteria e percussioni, Antonio Gramentieri alle chitarre, il manipolatore dei suoni Franco Naddei all’elettronica, ognuno si distingue per la grande efficacia e creatività degli interventi.

Il groove avvolgente di Non saremo più gli stessi, scelto come primo estratto dell’album, mette in luce la fascinosa voce di Federica Ottombrino, il mood anni ’60 di Fatale cattura con una melodia incantevole, come anche la delicatezza acustica di Giorni di Alcione, gli intarsi classici de L’abbondono o il ritmo ammaliante di Nessun perduto amore. Scritta a quattro mani con Hugo Race, The love of the senses, unico episodio cantato in inglese, scorre misteriosa e sfuggente, L’ora invisibile incede trasognata, Leviatano e Cul-de-sac raccontano, procedendo per metafore, i giorni inquietanti della passata pandemia. La banlieue, che cita il Léo Ferré di La vie d’artiste («potresti ricordarlo, senza conoscerci ci amavamo»), tratta un argomento quanto mai attuale: «Non conosco il nome della città, sono nascosto in periferia, dicono che tutti conoscono il buon Dio, ma nessuno lo ha visto in periferia».

Le qualità musicali e la visione d’insieme di Dáimōn convincono molto e confermano Massimiliano Larocca tra i più quotati autori italiani.

Tracklist:

  • Non saremo più gli stessi
  • La Banlieue
  • Fatale
  • Giorni di Alcione
  • Leviatano
  • The love of the senses
  • L’abbandono
  • Nessun perduto amore
  • L’ora invisibile
  • Cul-de-sac

2 responses to “Massimiliano Larocca – Dáimōn (Santeria Records / La Chute Dischi, 2023)”

  1. […] meritato più visibilità mediatica, un ultimo album di valore artistico assoluto. Quel Daimon (qui la recensione) che il messaggio di cui sopra, lo fa arrivare tramite l’allegoria, testi […]

  2. […] con Massimiliano Larocca, cantautore e artista fiorentino di cui Off Topic si è spesso occupato (qui, qui e qui). Fabio Baietti, in un Face to Face particolarmente intenso, ha dialogato con il […]

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