R E C E N S I O N E
Recensione di Sabrina Tolve
Il 10 novembre, Iosonouncane ci ha regalato una nuova straordinaria esperienza con Qui Noi Cadiamo Verso il Fondo Gelido (Concerti 2021 – 2022), un doppio album che cattura l’essenza delle esibizioni dal vivo durante i tour tra il 2021 e il 2022, e primo album live se si escluda Jalita con Paolo Angeli, sempre di quest’anno.
Non so se possiamo guardare a Qui Noi Cadiamo Verso il Fondo Gelido come il quarto album di Jacopo, ma di certo segue in maniera coerente il percorso La Macarena su Roma (2010), Die (2015) e Ira (2021).
In questi anni, Jacopo ha continuato a plasmare il suo straordinario cammino musicale attraverso diversi percorsi, occupandosi anche di produzione e colonne sonore (ci basta pensare a Spira di Daniela Pes, uscito ad aprile e Gli Ultimi Giorni dell’Umanità, film di Enrico Ghezzi del 2022).
E di fatto Qui Noi Cadiamo Verso il Fondo Gelido è più di una semplice raccolta delle migliori performance; è un viaggio dinamico attraverso l’evoluzione sonora di Jacopo, passando da Die e Ira e giungendo a brani inediti e improvvisazioni che compongono l’album per due terzi.

Iosonouncane ha trasformato i concerti in spazi creativi, reinventando e reimmaginando i brani degli album precedenti attraverso diverse angolazioni sonore. Il primo tour del 2021 lo ha visto esibirsi in trio, e il doppio album cattura la magia dell’interplay tra i musicisti nel contesto intimo composto da Incani, Bruno Germano e Amedeo Perri: qui si sente una nuova vena elettronica attraverso l’uso di sintetizzatori, sequencer e campionatori. Nel 2022, è stata la volta de La Mandria, la band di sette elementi, composta da Iosonouncane, Amedeo Perri, Serena Locci, Simona Norato, Francesco Bolognini, Simone Cavina e Maria Giulia degli Amori. L’Esecuzione Integrale tour ha segnato ancora un altro capitolo, riflettendo l’attenzione di Jacopo per la presentazione fedele dell’album – va ricordato che IRA è stato registrato senza sovraincisioni ed è stato pensato appositamente per l’interpretazione dal vivo. Nel 2023 invece, Jacopo ha portato il suo talento in un tour europeo con un rinnovato trio elettro-acustico, affiancato da Amedeo Perri e Simone Cavina.
Possiamo dire che tutte queste incarnazioni sonore, fusioni di elettronica e acustica con un tocco di diatonica, fanno parte e trovano spazio in Qui Noi Cadiamo Verso il Fondo Gelido, che proprio per questa eterogeneità senza discrepanze diviene un vero viaggio sonoro, un paesaggio vibrante che crea un’atmosfera intensa presente in tutta la sua interezza.
L’album è ricco di profondità fragili e sanguigne, e ha la capacità di catturare l’attenzione dell’ascoltatore sin dalle prime note di Inam. E da subito, proprio come suggerisce il nome del primo brano, Qui Noi Cadiamo Verso il Fondo Gelido mi è sembrato un dono.
L’album è in grado di illuminare tutto.
Nelle due ore e sette minuti di musica, non c’è una sola sfumatura scomposta – c’è un giallo solare intenso che sfida un abisso di ombre, come se la stessa dicotomia che troviamo sulla copertina dell’album si riflettesse nei brani.
C’è una bellezza estrema nell’evocare sensazioni complesse e poliedriche, intrecciando sonorità eteree con momenti di potenza palpabile e viscerale. Ogni traccia si dispiega come un dipinto fervido, e si fa narrazione ed esplorazione di nuove dimensioni eclettiche.
Qui Noi Cadiamo Verso il Fondo Gelido è carico di tensione e suggestione, e si fonde in una composizione coerente e toccante, sempre armoniosa. La presenza artistica di Iosonouncane è totale: c’è la dimensione epica della sacralità, dalla nascita e dal corpo nudo e bestiale che avevamo già trovato in Ira e in Die, e nuovi linguaggi che si rinnovano e si ritrovano. Ci sono nuove opzioni e variabili: dal titolo dell’album che è un verso di Ojos, a Sacramento che è il brano di chiusura e che sembra però preludio ad alto.
Jacopo dimostra nuovamente un controllo magistrale sulle varie e diverse gradazioni musicali, creando una sorta di flusso sonoro che regala all’ascoltatore interpretazioni nuove, organiche e trascinanti. L’album diventa cosa viva, s’inerpica in climax e crescendo e si lascia cullare da momenti di languore che resistono su temi nostalgici.
Qui Noi Cadiamo Verso il Fondo Gelido ci porta davvero ovunque. È il richiamo al rituale sacro del cammino di Ira, è lo sguardo verso il mare che annega di Die, insieme alle sue bestie e le sue pulsioni. Ma c’è anche la vitalità del nuovo che si è scoperto e rivelato per la prima volta, che accede a posti inesplorati e da scavare. È l’anima ingombra che trova spazi vuoti nuovamente da riempire.
Iosonouncane ha un cuore giovane ma sa pungere e picchiare.
Qui si cade davvero verso l’abisso, per quanto freddo o luminoso esso sia.
Tracklist:
01. inam
02. ashes
03. trombe
04. bestas
05. simùn
06. buio
07. acciaio
08. tanca
09. cabot
10. ojos
11. polvere
12. ararat
13. prison
14. voci
15. niran
16. hajar
17. sinking
18. sacramento
Photo © Olimpia Pierucci




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