R E C E N S I O N E
Recensione di Aldo Pedron
Leslie Coleman McCann in arte Les McCann, era un pianista, cantante e compositore (è morto il 29 dicembre in un ospedale della zona di Los Angeles, [n.d.r.]). Nato a Lexington nel Kentucky il 23 settembre 1935 in una famiglia con 4 fratelli e una sorella.
Studia il pianoforte all’età di 10 anni. Diventa musicista professionista dopo il servizio militare (metà anni ’50); congedato in California dove vi si stabilisce (vive ora a Van Nuys).
Si esibisce nel 1956 al The Ed Sullivan Show, nel 1959 accompagna il cantante Gene McDaniels, poi forma un trio con Herbie Louis al basso e Ron Jefferson che resterà al lungo il suo partner preferito.
All’inizio degli anni ’60 suona nei club di New York (Village Gate, Village Vanguard) e comincia a cantare ottenendo un buon successo commerciale con un brano standard come With These Hands e Compared To What (dall’album Swiss Movement).
Incide diversi album a suo nome tra il 1960 e il 1964, lavorando con Ben Webster, Joe Pass, Stanley Turrentine, The Jazz Crusaders, Richard Holmes, Blue Mitchell, e Gerald Wilson, tra gli altri.
Nel 1961 viene per la prima volta in Europa al Festival Antibes-Juan-Les-Pins in Francia e nel 1969 al Jazz Festival di Montreux (Svizzera).

Nel 1965 firma con la Limelight Records incidendo 7 album in tre anni, per poi entrare a far parte della Atlantic Records nel 1969. Con questa etichetta firmerà i suoi più grandi successi, anche se la qualità artistica e strumentale dei suoi esordi si affievolisce gradualmente, offrendo più spazio al suo talento canoro e all’utilizzo del sintetizzatore.
In seguito si allontana dalla musica jazz, si esibisce e registra in California utilizzando soprattutto dei sintetizzatori e fa parlare di sé nell’ambito della musica pop pur dedicando gran parte del suo tempo alla fotografia. Ha inoltre sostenuto e aiutato a fare i primi passi professionali Roberta Flack, Lou Rawls, Richard Groove Holmes e Monty Alexander.
Les McCann ha indubbiamente mostrato una reale disposizione a produrre una musica vibrante, piena di blues, di gospel e di soul, riferimenti che ha stemperato e poi abbandonato.
Artista crossover votato al Soul Jazz e al Boogaloo con una cinquantina di album pubblicati a suo nome. Tra i suoi lavori più importanti: Plays The Truth (come Les McCann Ltd, 1960), Plays The Shampoo at The Village Gate (1963), A Bag of Gold (Pacific Jazz, 1966) Swiss Movement (un autentico best seller, 1969 e con Eddie Harris), Live At Montreux (Atlantic, 1973), Hustle To Survive (Atlantic, 1975) dove nel brano Will We Ever Find Our Fathers c’è Herbie Hancock al pianoforte e come Les McCann And His Magic Band The Longer You Wait (Jam, 1983).
Les Mc Cann- Never A Dull Moment – Live From Coast To Coast 1966-1967 è invece una lussuosa edizione in digipak di 3 CD con tanto di libretto allegato contenente alcune rare fotografie.
Una collezione di 7 brani inediti registrati al The Penthouse Jazz Club di Seattle (stato di Washington) il 27 gennaio 1966 (CD 1).
Il 2° CD comprende 13 pezzi incisi invece il 3 e 10 febbraio del 1966 (ed uno sempre al Penthouse il 15 agosto 1963 con Victor Gaskin al basso e Tony Bazley alla batteria) ma con la formazione ufficiale di Les Mc Cann al piano, Stan Gilbert al basso e Paul Humphrey alla batteria (il 10 febbraio 1966 il batterista è Tony Bazley).
Il terzo CD con soltanto 8 brani incisi al Village Vanguard di New York il 16 luglio 1967 con Les McCann al piano, Leroy Vinnegar al basso (contrabbasso) e Frank Severino alla batteria.

L’iniziale Blue ‘n’ Boogie è un brano di Dizzy Gillespie un eccellente preludio ai pezzi successivi. L’autore di The Grabber é Monty Alexander (giamaicano di Kingston).
The Shampoo, Wait For It, (1° CD), Da-Da (2° CD), Lavande (2° CD), Out In The Outhouse (2° CD), I Can Dig It e Blues 5 (3° CD) sono composizioni dello stesso Les McCann.
This Could Be The Start Of Something Big è il tema principale di un programma assai popolare, un varietà e talk-show televisivo notturno The Steve Allen Show (con Steve Allen autore del brano stesso). Out Of Outhouse è decisamente funky e a seguire un classico, super classico come A Night In Tunisia di Dizzy Gillespie di oltre 6 minuti. Lavande di oltre 7 minuti é una sorta di ode spirituale, un brano da lui già inciso nel suo album Spanish Onions nel 1964. Love For Sale è un deciso arrangiamento di un brano di Cole Porter, ritmo sincopato, il piano in evidenza suonato divinamente a creare la giusta atmosfera e le spazzole del batterista a tenere il giusto groove. I Can Dig It ha un’anima soul mentre Doin’ That Thing è una composizione del bassista Leroy Vinnegar. I Am In Love di Cole Porter é un brano apparso nel musical “Can-Can” del 1953 ma resa celebre nella versione di Nat King Cole. Going Out Of My Head è un brano pop anni ’60 composto da Teddy Randazzo ed inciso e reso celebre da Little Anthony & The Imperials nel 1964. A seguire un piccolo capolavoro, quella Sunny che ogni volta che l’ascolto mi fa venire la pelle d’oca dalla felicità interpretata magistralmente e originariamente da Bobby Hebb nel 1966, qui in una versione di oltre 9 minuti, un lento di grande atmosfera e il piano assai evocativo e misurato. Sunny fu composta da Bobby Hebb dopo il 22 novembre 1963: in quel giorno, oltre all’assassinio di John F. Kennedy, avvenne anche quello di suo fratello Harold, ucciso a coltellate all’esterno di un night club di Nashville. Nella canzone l’artista intende esprimere la sua predisposizione a vedere le cose positive e solari della vita, anche di fronte a simili tragedie. La BMI ha inserito Sunny al 25º posto nella sua classifica “Top 100 canzoni del secolo”. Il terzo CD si conclude con Blues 5 in cui Les Mc Cann schiocca le dita per tenere il tempo ed infine con il suo cavallo di battaglia, il suo tema principale The Shampoo dal grande ritmo, incalzante e coinvolgente.
Les McCann é un pianista di una fantasiosa esuberanza stilistica sulla tastiera. Una figura importante per lo sviluppo dello swing colto dagli anni ‘60 in poi. Brucianti fraseggi pianistici di scuola hard-bop vengono affiancati talvolta da linee suadenti e notturne arricchite da una tendenza al groove che si apre a spigliate progressioni funk e R&B. Brani con raffinate partiture caratterizzate da celestiali intermezzi poetici. Per chi ama la black music, un certo pop raffinato e il soul jazz di estrema qualità. Never A Dull Moment, mai un momento noioso recita il titolo ed è pura verità. Ascoltare questo triplo CD è pura delizia, riconcilia con la buona musica, lo swing, il jazz.
Tracklist:
CD 1
(recorded at the Penthouse Club in Seattle on January 27, 1966):
01. Blue ‘N’ Boogie
02. Could Be
03. The Grabber
04. Yours Is My Heart Alone
05. The Shampoo
06. Wait for It…
07. This Could Be the Start of Something Big
CD 2
(recorded at the Penthouse Club in Seattle on February 3 & 10, 1966):
01. Out in the Outhouse
02. A Night in Tunisia
03. Da-Da
04. Lavande
05. There Will Never Be Another You
(recorded at the Penthouse on August 15, 1963):
06. (Back Home Again In) Indiana
CD 3
(recorded at the Village Vanguard on July 16, 1967):
01. Love for Sale
02. I Can Dig It
03. Doin’ That Thing
04. I Am in Love
05. Goin’ Out of My Head
06. Sunny
07. Blues 5
08. The Shampoo
Photo © Lee Tanner, Alan Abrahams






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