R E C E N S I O N E


Recensione di Sabrina Tolve

Dopo il suo esordio solista con Mi ero perso il cuore, Cristiano Godano – voce e anima dei Marlene Kuntz – torna con Stammi accanto, un disco che si presenta come un invito intimo, vulnerabile e potente. Qui la fragilità non è solo confessata, ma elevata a chiave di lettura esistenziale: l’amore, la solitudine, il desiderio di evasione e il dolore si intrecciano in nove brani poetici e raffinati. Nel nuovo album, la voce intensa di Godano e la scrittura ricca di sfumature trovano il loro spazio in arrangiamenti curati e misurati, grazie anche alla collaborazione con musicisti di grande esperienza, tra cui il coproduttore Luca Rossi, Simone Filippi ed Ezio Bonicelli (già negli Üstmamò), oltre a Vittorio Cosma alle tastiere. I brani prenderanno nuova vita anche dal vivo, dove Godano sarà affiancato dai Guano Padano, formazione d’eccezione con artisti del calibro di Alessandro “Asso” Stefana, Danilo Gallo e Zeno De Rossi.


La cosa che più mi ha colpito di Stammi accanto è che sia costruito con un’economia di mezzi capace però di amplificare ogni parola e ogni nota. Non c’è rumore che non sia necessario, né arrangiamento che nasconda: l’emotività è nuda, sostenuta da una scrittura precisa, che affonda nella filosofia e nella quotidianità.

L’album si apre con la canzone omonima, che ha un tono accorato e vibrante. In questo brano c’è una consapevolezza piena delle proprie fragilità – consapevolezza che ben si accompagna all’’andamento musicale scarno ma intenso, e all’interpretazione vocale quasi commovente. Segue Nel respiro dell’aria, seducente e rarefatta, quasi sospesa, che riflette sul senso di attesa e leggerezza. La voce di Godano si fa suadente, accompagnata da accordi delicati che danno maggior chiarore al testo. La terza traccia Dentro la ferita (con Samuele Bersani) è un incontro artistico riuscito. La voce di Bersani si intreccia con quella di Godano in una riflessione sul dolore e la guarigione. Qui la sofferenza è affrontata con compostezza poetica, senza retorica, e lascia emergere un’intimità condivisa. Eppure so dà spazio alla contemplazione e suggerisce la visione di un futuro urgente e di bellezza – la stessa bellezza che si amplifica in Lode all’istante. In questi due brani la scrittura si fa più lirica, quasi mistica, decisamente emozionale. Cerco il nulla  invece è uno dei pezzi più spogli e taglienti dell’album. Una riflessione esistenziale su senso e vuoto, in cui la voce di Godano si fa affilata, attraversando i silenzi con dolore e lucidità. La musica si adatta al tono, riducendosi a un’ossatura minimale. Ti parlerò è invece una ballata dolente, che sembra raccontare un dialogo impossibile. C’è un senso di distacco, ma anche la volontà ostinata di dire, comunicare. Il crescendo emotivo è tra i più forti del disco. Vacuità è una chiusura meditativa, sospesa, in cui l’assenza si fa piena di senso. Un’uscita delicata e intensa allo stesso tempo.

Stammi accanto è un album maturo, coerente, che mette a nudo l’uomo dietro l’artista. Godano ci consegna un lavoro che non teme la lentezza né il silenzio, che chiede ascolto attento e restituisce intensità e consapevolezza. È un disco che parla senza facili scorciatoie, dove ogni canzone è un frammento di pensiero, di relazione, di vita. Un’opera che conferma il coraggio e la profondità di un autore che non ha mai avuto paura di esporsi – e che oggi, forse più che mai, ci chiede presenza e consapevolezza.

Tracklist:
01. Stammi accanto
02. Nel respiro dell’aria
03. Dentro la ferita (con Samuele Bersani)
04. Eppure so
05. Lode all’istante
06. Cerco il nulla
07. Ti parlerò
08. Vacuità

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