R E C E N S I O N E
Recensione di Sabrina Tolve
Rifiorirai segna un nuovo capitolo per AKA5HA (alias Matteo Castaldini), un disco che sembra costruito in profondità per esplorare la rinascita, il lutto interiore e il desiderio di trasformazione. Il titolo — un verbo al futuro — è profetico: non si tratta solo di un fiorire, ma di un rifiorire che nasce da ferite, assenze e metamorfosi.
La produzione di Rifiorirai è affidata a IOSONOUNCANE insieme allo stesso AKA5HA, una collaborazione che porta l’album su terreni sonori ibridi, tra elettronica, cantautorato e sperimentazione. Le atmosfere oscillano tra delicatezza acustica e distorsione creativa: suoni organici e sintetici convivono, suggerendo processi naturali come metamorfosi biologiche. Il progetto ha anche una componente visiva: un cortometraggio intitolato Talea, diretto da Simone Peluso, che dialoga con i temi del disco e ne enfatizza il processo di rinascita.

L’album si apre con l’atmosfera sospesa di Inverno ‘96: chitarre acustiche lievi e una tensione sotterranea suggeriscono l’inizio di un percorso di introspezione che prosegue con Senza dove si esplorano l’assenza e il vuoto mentre l’elettronica sporca accompagna il senso di perdita. Nell’aria, uno dei singoli, è una ballata fatta di chitarra, archi leggeri e synth, Qui il paesaggio sembra rarefatto, e la voce pare fluttuare. Questa sorta di tregua s’intreccia alla nostalgia di D’infanzia, che con arrangiamenti acustici e voci sussurrate riesce a lavorare dolorosamente nella memoria. Aia aggiunge un tocco organico più naturale, un’interazione tra suono e natura che evoca campi, terra e radici, un momento di contatto con il terreno interiore; Magia invece introduce elementi rituali nel brano, che pare voler incantare e trasportare con delicatezza nel cambiamento. Room ½ è più intimo e raccolto, come se il protagonista si ritraesse per ascoltare se stesso, ponendo la sua voce al centro di uno spazio mentale ristretto ma profondo. Ci si avvicina alla chiusura con Ivi, forse il punto più simbolico dell’album: un’esplosione orchestrale, riff di fiati e linee ripetute che parlano di liberazione, di trasformazione interiore che diventa reale. Chiudono l’album Rituale e Rondine: il primo brano richiama un momento sacro, quasi cerimoniale, in cui il dolore e la speranza si mescolano in un atto di guarigione personale: pianoforte, suoni naturali ed elettronici si intrecciano; il secondo chiude l’album con potenza: è un finale che non è quiete ma esplosione, un canto della fuga e del ritorno, con dettagli sonori da scoprire e una chiusa intensa.
Rifiorirai è un lavoro coraggioso e profondamente autentico: AKA5HA mette a nudo la sua fragilità, ma non si ferma lì. Trasforma il dolore in volontà di rinascita. È un disco e un percorso, la mappa di una metamorfosi. Le produzioni sono ricercate ma non ostentate, il cantautorato si fonde con l’elettronica e il pop senza mai perdere intensità. Il progetto visivo con Talea rafforza ulteriormente il senso di ciclicità: fiorire non significa cancellare le ferite, ma accoglierle. Rifiorirai è una dichiarazione di resilienza, una rinascita che invita ad ascoltare – e respirare – con lentezza.
Tracklist:
01. Inverno ‘96
02. Senza
03. Nell’aria
04. D’infanzia
05. Aia
06. Magia
07. Room ½
08. Ivi
09. Rituale
10. Rondine
Photo © Manuel Grazia






Lascia un commento