L I V E – R E P O R T
Articolo di Daniela Pontello, immagini sonore © Marco Cassé
Le luci si abbassano. Entra Miles Kane.
Camicia sbottonata, catenazza d’oro, amplificatori leopardati: un’estetica manifesto. La chitarra, tenuta bassa, sembra più un’estensione del suo corpo che uno strumento. Niente atteggiamento da star. Solo un sorriso rapido, di quelli che dicono: “Ok, divertiamoci.”
Il primo pezzo parte come un’accensione improvvisa, un ritmo che non lascia spazio a distrazioni e l’energia non cala mai per 90 minuti. I suoi concerti sono noti per essere sudati. Inizio a ballare sulla prima nota e non smetto. È un riflesso incondizionato: è la mia musica. È quel sound British che non ha bisogno di troppi giri di parole ma solo di volume alto e attitudine.

Sia per il suo passato nei The Rascals o per il sodalizio leggendario con Alex Turner nei The Last Shadow Puppets, Miles incarna quel filone del rock britannico che non passa mai di moda: chitarre affilate, ritornelli killer e un’attitudine che non risparmia una goccia di sudore sul palco.
La scaletta è studiata per non fare mai riprendere fiato, una progressione perfetta. Ruota quasi interamente attorno al nuovo Sunlight in the Shadows, una scelta che finisce per lasciare in secondo piano diversi brani storici. Qualche pietra miliare, però, trova comunque spazio: Rearrange, Inhaler e la conclusiva Come Closer restano presenze imprescindibili.
A metà concerto, quando la temperatura del locale supera già quella di un club londinese in pieno agosto, Kane fa partire un riff che non ha bisogno di essere annunciato. Lust for Life di Iggy Pop uno dei brani più vitali e riconoscibili della storia del rock, un invito ad abbracciare l’eccitazione e il rischio, vivere con passione, rifiutare la monotonia, cercare piacere e libertà in ogni forma. È un inno alla vitalità, alla brama di vivere, anche nei suoi eccessi più pericolosi.

La mia reazione è immediata: un boato, un salto, una danza sfrenata senza sosta. Kane trasforma il brano in qualcosa di suo. La sua voce, più tagliente e meno cavernosa, dà al pezzo un’impronta più nervosa, più britannica. La chitarra, suonata con una precisione quasi aggressiva, rende il ritmo ancora più serrato.
Salgono sul palco Calcutta e Angelica. Miles conferma di avere una bella rete di amicizie italiane. Cantano insieme Don’t Forget Who You Are. Tra cavalli di battaglia e ospiti a sorpresa Miles Kane si conferma, nel suo tour 2026, come uno dei frontman più magnetici e solidi della scena indie-rock britannica. Il tour attuale, che supporta il nuovo materiale di Sunlight in the Shadows (2025) e il successo di One Man Band, mescola sapientemente l’estetica mod, il glam rock e un’energia puramente live.
La band saluta. Mile Kane saluta. Dagli altoparlanti parte My Way di Frank Sinatra, quasi a suggellare il percorso fatto, da sempre, a modo suo.

Setlist:
Electric flower
Rearrange
Troubled Son
Cry on my guitar
Without you
Inhaler
Love is crue
Baggio
Blues skies
I pray
Colour of the trap
My love
Walk on the ocean
Lust for life
Sing a song for love
Coup the grace
Never taking me alive
Don’t Forget Who You Are
Sunlight in the shadows
Come Closer








Photo Ⓒ Marco Cassé


![Sonia Spinello con Sonia Candellone – Time don’t move [anteprima video + intervista]](https://offtopicmagazine.net/wp-content/uploads/2026/04/Spinello_Candellone_ETEREA-©Riccardo-Botta.jpg)



Rispondi