L I V E – R E P O R T


Articolo di Alessandro Berni e immagini sonore di Andrea Furlan

La vedi entrare e in pochi istanti riempire di vitalità e imponenza il palco, con la straordinaria capacità di annullare le distanze tra lei e il pubblico. Al Magnolia va in scena una comunione di sguardi e di esistenze che nel giro di 80 minuti non intende far fuori mali, incomprensioni e ingiustizie ma neppure ci ricama sopra. Se è lecito li fa a pezzi, li ricostruisce e li trasforma. Ecco se è possibile l’arte musicale di Nada è oggi più che mai quella di una trasformazione e di una nuova scoperta.

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Un angelo caduto dal cielo – semi-citazione e altra faccia della medaglia di uno dei suoi immancabili classici eseguiti in chiusura – apre le danze di un gioco e di un confronto continuo con la folta audience che riempie il piccolo indoor del Magnolia in ogni ordine di posti.  L’energia e il carisma della livornese (che introduce la serata servendosi ora di una voce fiori campo, ora di un breve e pungente flash recitativo) non prevaricano mai l’audience ma la chiamano a interagire e a condividere la stessa insaziabile curiosità della nostra per ogni momento di vita vissuta.

Quella che l’ha portata a rileggere il proprio stile delle origini, conquistando età verdi e di mezzo insieme alla vecchia guardia degli inizi.  Una rinnovata visione operata in maniera sottile e insospettabile, agendo sull’ago della bilancia dalla modalità cavalcata pop-rock dei profondi ’60 ai risvolti dark di quello stesso suono basato sui feedback baritonali di possenti chitarre elettriche.  Ha finito per essere ammirata senza riserve da quella gioventù sedotta dall’epopea indie, affrancandosi e diventando alternativa allo stesso genere alternative.  Meglio di così è quasi impossibile, ma Nada in questi anni ci ha portato sempre al suo livello, quello di lasciare la strada appena percorsa per un’altra nuova o comunque riplasmata con elementi freschi e inediti.

nada-magnolia-bw-foto-di-andrea-furlanVia allora ogni occhio di riguardo per il passato recente, nessuna canzone prevista da “Occupo Poco Spazio” e dall’ottimo “L’Amore Devi Seguirlo”, ma sfruttamento massimo del potenziale scuro e affilato delle nuove canzoni e della loro ironia sotterranea.  Ma Nada da consumata professionista e custode materna dei propri appassionati, sa come traghettarli con modalità quasi felpata dall’aggressività senza compromessi di Disgregata e Stasera non piove a momenti di più indulgente energia come Guardami negli occhi e quel gioiello di beat ondivaghi e streganti di Luna in piena.

E anche in episodi dove lo sfogo è a livello di guardia come Dove sono i tuoi occhi (“il punto è sempre riconoscere gli occhi di chi ami” dice la nostra presentandola), il tono lacerato dell’incisione in studio lascia il posto al puro rito liberatorio, ben sottolineato dall’interazione visiva artista/pubblico e da complicità irresistibili di sguardi e intese affettuose tra una giovane madre e figlia adolescente in prima fila.  Proprio loro sembrano rappresentare un inizio di prova vivente di quel “ridare alla luce se stessi” che la nostra racconta in Oh madre, dove i confini tra preghiera laica e religiosa sembrano diradarsi in un’esplosione di vita, forse un anticipo di paradiso.

nada-magnolia-bw-foto-di-andrea-furlanLa zona franca lasciata dai due precedenti album viene occupata da ritrovamenti di repertorio dove Nada, valorizzando il patrimonio espressivo della band, dimostra di saper richiedere al momento giusto un surplus di attenzione all’audience.  Piantagioni di ossa e soprattutto le impennate psichedeliche di Correre portano in primo piano la bravura e la cifra sonora di Francesco Chimenti, Stefano Ceresani e del resto dei musicisti, talora intercambiabili nei loro ruoli di pittori e scultori di un impasto sonoro che non si lascia mai ingolosire da soluzioni personali.

Il set viene completato da Senza un perché, immancabile hit che visse due volte grazie al Sorrentino del talent occulto “The Young Pope”, la bellissima ballata tra tormento e sorriso di E’ un momento difficile tesoro e dall’indulgenza sommessa e carezzevole di “Lavori in corso”.

Il momento-bis è riservato alla festa annunciata delle grandi hit in sequenza di importanza crescente.  Ti stringerò, Amore disperato e Ma che freddo fa sono il dessert finale che fa guadagnare a Nada l’apoteosi a suon di tripudio e chiamate in scena a furor di popolo per ciascun numero.

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Setlist:

Un angelo caduto dal cielo

Disgregata

Stasera non piove

Guardami negli occhi

Luna in piena

Correre

Senza un perché

Lavori in corso

E’ un momento difficile tesoro

Piantagioni di ossa

Oh Madre

Macchine viaggianti

Dove sono i tuoi occhi

Bis:

Ti stringerò

Amore disperato

Ma che freddo fa