APPUNTI DALL’ EUROPEAN JAZZ CONFERENCE – NOVARA
Articolo di Mario Grella
Incontrare Francesco Chiapperini è ritrovare un vecchio amico (solo che il vecchio sono io). Sembra che non facciano altro che suonare insieme questi tre grandi musicisti, tanto è l’affiatamento e l’amalgama perfetta che scaturisce dalla loro musica.
Le impronte sonore del sax baritono e del clarinetto basso di Chiapperini sono piuttosto inconfondibili, ma non da meno è l’originalità delle vibrazioni spesso inconsuete del violone di Luca Pissavini, così come la batteria di Stefano Grasso è sorgente di ritmi ricercati, non fuori dagli schemi, ma che si ritagliano una loro precisa fisionomia.
Non c’è spazio per le esitazioni con gruppi così: suono deciso ed energico, temperato solo dai frequenti e magnifici abbassamenti dei toni dello strumento di Francesco Chiapperini che, inutile perfino dirlo, si conferma uno dei migliori jazzisti italiani della sua generazione.
Non è da meno il secondo “fringe” della serata con Mirko Signorile al pianoforte (con qualche misurato disturbo elettronico) e Raffaele Casarano al sax.
Le atmosfere però sono molto diverse: le note blu come ci dice dal palco Enrico Bettinello, ci accompagnano nel profondo di questa notte novarese di fine estate; brani originali e qualche classico per i nottambuli di mezzo mondo incantati dalla trascendenza e dalla originalità di nuovi suoni che cullano l’anima.
È difficile raccontare la musica? Non lo è se la musica è decisa e senza esitazioni o vellutata e suadente come questa sera.
“Feed your soul” è sempre il caso di ricordarlo.
Photo credit: Mario Finotti (1,2,3), Emanuele Meschini (4)





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