APPUNTI DALL’ EUROPEAN JAZZ CONFERENCE – NOVARA


Articolo di Mario Grella

Con la consueta lungimiranza e disponibilità, le parrocchie unite del centro città hanno concesso ampio spazio alla European Jazz Conference e ai concerti “fringe” che accompagnano i lavori. È il caso del chiostro della Canonica del Duomo, della Basilica di San Gaudenzio, ma anche dell’organo di San Marco fatto provare ieri a Alexander Hawkins in vista di concerti futuri. Del resto è una fiducia ben riposta, sarebbe bastato ascoltare l’esibizione di questa mattina nella Basilica di San Gaudenzio di Marco Colonna “in solo” per dimostrarlo.
Una rarefatta essenza di spiritualità, un momento di intima meditazione dello spirito. In una basilica gremita dei partecipanti ai lavori arrivati da 40 paesi (per i novaresi, evidentemente, non valeva la pensa fare una levataccia di sabato per il jazz).

Marco Colonna ha estasiato i presenti con la maestria di sempre. Non sembrava nemmeno più lo stesso musicista ascoltato la notte scorsa al Piccolo Coccia, con Roberto Ottaviano in “Eternal Love”. La frenetica vitalità di ieri sera, ha lasciato il posto ad una meditazione profonda, con grandi spazi lasciati al silenzio e al risuonare degli armonici. È ormai una bellissima consuetudine di Novara Jazz, invitare un solista ad esibirsi sotto la Cupola, e Marco Colonna è stato assolutamente all’altezza dei grandi musicisti che lo hanno preceduto. “Standing ovation”  di un pubblico attento e competente. 



Trasferimento subito dopo al Teatro Coccia per l’imperdibile “Keynote speech” di Tania Bruguera che parla di arte, politica e utopia. Pochi artisti hanno ancora il coraggio di farlo, ed è un piacere sentirla parlare di arte, non già come di un processo “produttivo”, ma di implementazione delle idee, di arte come vera guardiana delle istituzioni, di cane da guardia della politica. Una disturbatrice dell’ordine pubblico a servizio dell’arte,  come si era definita lei stessa qualche anno fa. Notissime alcune sue opere, tra le più provocatorie, la silhouette dell’Ayatollah Khomeini accanto a quella di Ernesto “Che” Guevara” sulla Plaza de la Revolución all’Havana e le molte installazioni per la Tate Modern di Londra. Interrogata dalla platea sul tema, Tania Bruguera afferma di considerare il jazz come sinonimo di libertà.
La Conference continua…

Photo credit: Laura Airoldi (1,2), Mario Grella (3)