R E C E N S I O N E
Recensione di Aldo Pedron
È oramai assai raro imbattersi in una produzione di una super big band di oltre 20 elementi. La Big Band Del Pentagramma è magistralmente diretta da Vito Andrea Morra (direttore e arrangiatore).
Questo G.G. Swing si rivela un album di gran classe e potenza al tempo stesso. Un organico poderoso formato da eccellenti professionisti che gravitano intorno alla straordinaria struttura dell’Accademia di Musica “Il Pentagramma”, una eccellenza pugliese.
Vito Andrea Morra è un direttore, arrangiatore e chitarrista. Docente di Composizione Jazz al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari. Morra può vantare un solido percorso formativo che negli anni lo ha visto perfezionarsi a Siena Jazz sotto la guida di Giancarlo Gazzani e Bruno Tommaso.

Una big band composta da venti musicisti, nata tra le mura della scuola di jazz «Il Pentagramma» a Bari.
Quattro trombe (Tony Santoruvo, Alberto Di Leone, Giuseppe Todisco, Giuliano Teofrasto) quattro tromboni (Antonio Fallacara, Antonio Depalo, Eddy De Marco, Matteo Bavaro), un vibrafono (Vitantonio Gasparro), Marco Cutillo alla chitarra, Bruno Montrone al pianoforte, Aldo Di Caterino (flauto), Nicola Cozzella (sax contralto), Mike Rubini (sax contralto), Max Zaza (sax tenore), Gianni Binetti (sax baritono), Francesco Lomangino (sax tenore), Serena Grittani alla voce, Giampaolo Laurentaci al contrabbasso, Fabio Delle Foglie alla batteria e aggiunto in 3 brani Gianluca Fraccalvieri al basso elettrico.
5 reinterpretazioni di standard e 5 composizioni originali.
L’iniziale MR. P.C. è uno swing assai ritmato e poderoso, un brano scritto ed inciso da John Coltrane nel 1959 per il suo album Giant Steps (Atlantic, 1960) e dedicato al contrabbassista Paul Chambers (P.C) che durante la sua brillante carriera di soli 13 anni dal 1955 al 1968 ha inciso per le migliori etichette, ha pubblicato una decina di album a suo nome e suonato e accompagnato alcuni tra i maggiori jazzisti esistenti (Miles Davis nell’album Kind Of Blue del 1959), Cannonball Adderley, Sonny Rollins, Wes Montgomery, Bill Evans, Gil Evans, Joe Henderson, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Hank Mobley, Lee Morgan, Freddie Hubbard e naturalmente John Coltrane).
(I’m) Confessin’ (That I Love You) è uno standard del jazz, già incisa con un testo differente come Lookin’ For Another Sweetie accreditata a Chris Smith e Sterling Grant ed incisa da Thomas “Fats” Waller & His Babies nel dicembre del 1929. Nel 1930 il brano rinasce come Confessin’ con un nuovo testo di Al Neiburg e la musica accreditata a Doc Daugherty e Ellis Reynolds. Sempre nel 1930 la incide Louis Armstrong e a seguire tra gli altri Guy Lombardo (1930), Chester Gaylor (1930), Seger Ellis (1930), Perry Como nel 1945 e Thelonious Monk nel 1965.
Meet The Flinstones o (Meet The Flinstones) o più semplicemente The Flinstones Theme è la sigla del noto programma televisivo e di cartoni animati The Flinstones. Un brano composto nel 1961 da Hoyt Curtin, Joseph Barbera e William Hanna.
Body And Soul invece è un brano musicale jazz composto da Edward Heyman, Robert Sour, Frank Eyton e Johnny Green per Gertrude Lawrence e successivamente registrata da Louis Armstrong, resa celebre da Paul Whiteman raggiungendo la vetta della classifica nel 1930 per sei settimane e poi eseguita da Benny Goodman alla Carnegie Hall di New York nel 1938 e portato al successo da Coleman Hawkins nella sua interpretazione strumentale al sax del 1939. Body And Soul è qui affidata alla bella voce di Serena Grittani.
‘Round Midnight (anche ‘Round About Midnight) è uno standard jazz composto da Thelonious Monk e Cootie Williams con testo di Bernie Hanighen. Si tratta di uno degli standard più noti ed eseguiti in assoluto, e secondo molti interpreti anche uno dei più difficili, sia per la difficoltà espressiva del tema, che per l’insolito giro armonico. Non sono rare le esecuzioni in cui le improvvisazioni sono omesse e il brano viene eseguito quasi come una composizione classica. Un brano datato 1944 e si pensa che sia stata scritto nel 1940 o nel 1941, ma, secondo Harry Colomby (manager del pianista a partire dagli anni Cinquanta), Monk nel 1936 (a 19 anni) ne aveva già scritta una versione intitolata Grand Finale.
‘Round Midnight (A mezzanotte circa) è anche un film del 1986 diretto da Bertrand Tavernier. Ispirato alla vita dei jazzisti Lester Young e Bud Powell, l’opera ha come vero protagonista la musica jazz. Round Midnight il titolo fa riferimento alla celebre composizione di Thelonious Monk e secondo alcuni indica l’ora magica in cui in un jazz club notturno si celebra il rito di una musica particolare.
L’ora Blu (dedicata a Sofia Bratta), la bambina prematuramente scomparsa cui è intitolato il premio «La musica di Sofia» istituto dai famigliari con la direzione di Guido Di Leone e andato per la terza edizione proprio al progetto discografico firmato da Vito Andrea Morra con La Big Band del Pentagramma. A seguire ci sono Ballad, G.G. Swing (dedicata a Giancarlo Gazzani), Shamango Night (Primo Premio Barga Jazz del 1990) e la conclusiva Offshore, 5 brani firmati da Vito Andrea Morra.
Un sound di grande impatto, arrangiamenti brillanti, suoni maestosi intervallati da interventi solistici di grande intensità espressiva. Una big band e orchestra di gran classe per un album assai coinvolgente e piacevole.
Tracklist:
01. MR. P.C.
02. (I’M) Confessin’ (That I Love You)
03. L’ora Blu
04. The Flinstones Theme
05. Ballad
06. Shamango Night
07. Body And Soul
08. G.G. Swing
09. Round Midnight Offshore




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