L I V E – R E P O R T
Articolo e immagini sonore di Paola Tieppo
Tra le varie proposte dell’edizione 2024 di JAZZaltro, la rassegna curata da Mario Caccia, in dirittura finale era previsto il ritorno di un trio che avevo già ascoltato con soddisfazione lo scorso anno, composto dal pianista ed autore pugliese Michele Fazio, dalla violinista e cantante giapponese Aska Maret Kaneko e dal bassista argentino Carlos “el tero” Buschini. In questa imperdibile occasione – sono tornata apposta alcune ore prima dalla mia breve vacanza estiva per non mancare! – il bresciano Fausto Beccalossi, uno dei maggiori interpreti della fisarmonica, completava il quartetto che rispecchia la formazione di Infinity (qui la recensione), album uscito lo scorso anno per Abeat Records, ed era alla sua prima esibizione live… per questo bisognava esserci! Del mio stesso parere sono state le altre circa cinquecento persone che affollavano ordinatamente il cortile interno del suggestivo Castello Visconteo di Legnano, una fortezza medioevale risalente al XIII secolo, ormai da anni proprietà del Comune e fra le sedi de La Bella Estate 2024.
Chiaramente la scaletta della serata verteva principalmente proprio su Infinity, sette i brani eseguiti, più quattro incursioni nel precedente Free (2020, qui la recensione), di un diverso trio di Fazio con una partecipazione di Kaneko, ed una composizione di Beccalossi.

L’apertura è stata con la soave Anywhere (da Free) introdotta da un elegante piano solo poi raggiunto discretamente da basso acustico e violino ed incorniciato da Beccalossi percuotendo leggermente il suo strumento e fischiettando. Con le prime note di Infinity la voce di Aska, anche coautrice, si è levata armoniosa: una sottile lama luminosa che fendeva il silenzio del pubblico assorto nell’ascolto, mentre la simbiosi con il suo strumento, suonato sia con l’archetto che ‘a pizzicata’, denotava istantaneamente la profonda capacità tecnica. Sono state numerose le opportunità in cui mi sono trovata a concerti dei Gaia Cuatro, di cui lei e Carlos sono l’esatta metà in senso numerico e di provenienza territoriale, ed ogni volta sono sempre più incantata dal vibrare delle corde del suo violino e vocali. Anche Fausto in questo come in altri brani della serata, oltreché fischiare, ha cantato colorando di sfumature leggermente più folk il repertorio. Con emozione ed un gran sorriso, Michele ha lasciato il suo piano per presentare i suoi compagni di palco e porgere gli ovvi ringraziamenti.

L’esecuzione della sognante Secret Love ha offerto un andamento iniziale pianistico a spirale per poi intrecciarsi e lasciarsi ripetutamente con gli altri strumenti cambiando il tempo e l’umore fino ad arrivare all’arresto deciso e simultaneo. Jazmin, a firma congiunta del trio, ha sovrapposto le singole influenze: il ritmo vivace ma leggermente malinconico, sottolineato da basso e fisarmonica, la melodia del piano ed il canto a tratti quasi operistico della giapponese con incomprensibili ma fascinosi versi in lingua madre, l’archetto che scivolava rapido e vibrante. Con La Festa si è accentuata quell’aria quasi latineggiante, prima appena percepita, che potrebbe farlo sembrare scritto da Buschini, che rideva scambiando occhiate con Beccalossi, invece è composto da Fazio, come la maggior parte della scaletta. In questo pezzo la fisarmonica, come nel disco, ha avuto un meritato rilievo, sottolineato dai vocalizzi di Fausto e dalle liriche di Aska. Sono seguiti North Sea (da Free), originariamente eseguita dal trio base e in questa sede arricchita dalla presenza degli ospiti speciali, e Torre Delle Stelle, a firma esclusiva Kaneko, che si muoveva sempre sorridente e contagiosamente gioiosa, quasi danzando mentre suonava.

Giunti a Cerchi d’acqua (da Free), la vena melodica e l’espressione sempre ricca di sentimento di Fazio, per quanto mi riguarda, hanno regalato una delle gemme più preziose della serata: esecuzione di solo piano e violino, ai due estremi del palco, per un incedere musicale lento e struggente, che si insinuava in ogni piega dell’anima, mi ha fatto chiudere per un attimo gli occhi e nella mia mente vedevo scorrere le immagini di un film di Wong Kar-way che amo moltissimo, In The Mood For Love, richiamandomi, oltre che la colonna sonora con il violino predominante di Michael Galasso, quell’atmosfera indolente di qualcosa che si sviluppa con estrema ed incerta lentezza, come, nella pellicola, un amore che ha paura di sbocciare o, qui, i cerchi d’acqua che si allargano piano piano fino a dissolversi nella superficie liscia circostante. Sono poi rientrati in scena Fausto e Carlos a proporre con il combo due loro brani: Marco, firmato dal fisarmonicista che vanta innumerevoli ed importanti collaborazioni internazionali, e El Paso del Lagarto, scritto invece dal versatile e non meno virtuoso bassista di Cordoba, residente in Italia da trentacinque anni, e le sonorità sono tornate ad un clima più festoso, ulteriormente supportato in quest’ultimo pezzo dall’armonica di Marco Simoncelli.

Mentre l’intenso caldo pomeridiano si era ormai stemperato in una piacevole e rigenerante frescura, Michele annunciava l’ultimo brano, Sunrise, “che è anche l’ultimo di Infinity”, già nell’album illuminato dal suono di Fausto, e quindi appropriato sigillo in quartetto a chiusura, ancora una volta in poetica dolcezza, di una serata evento. Naturalmente, non è stato loro possibile sottrarsi alle entusiastiche richieste del bis e, senza indugio, i quattro sono ritornati ai propri posti per un omaggio tributato da parte di Fazio ad un suo celeberrimo conterraneo: conoscendo Michele ho sorriso aspettando di sentire ‘volare’ le note di Nel Blu Dipinto Di Blu (da Free) di ‘quei’ Modugno e Migliacci che hanno dato vita ad un simbolo dell’Italia nel mondo.
L’amalgama sonoro, raffinata fusione di Oriente ed Occidente, con le rispettive influenze e tradizioni, grazie ai nuovi arrangiamenti e all’ovvia improvvisazione, mi ha ulteriormente conquistata rispetto al già apprezzatissimo album e quindi come mi sarò avviata verso casa se non con il mio #eiovadoadormirefelice?













![Sonia Spinello con Sonia Candellone – Time don’t move [anteprima video + intervista]](https://offtopicmagazine.net/wp-content/uploads/2026/04/Spinello_Candellone_ETEREA-©Riccardo-Botta.jpg)

Rispondi