R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Il mio attuale pusher di fiducia è l’amico Capitano James Cook che mi fornisce sempre dosi di questo “stupefacente” naturale, molto efficace, che non fa male e che costa il giusto: si tratta di jazz (ma sono ottimi anche le versioni classica, rock, country ed altre…). L’ultima dose è questo CD, gradevolissima sorpresa, che si chiama semplicemente Max TrabuccoConvergence, con lui stesso alla batteria e con Federica Michisanti al contrabbasso, Manuel Caliumi al sax e Federico Pierantoni al trombone, musicisti che ho ascoltato spesso a NovaraJazz e di cui ho già avuto modo di apprezzare la maturità, nonostante la loro giovane età.

Un gruppo di quattro musicisti posano insieme in bianco e nero, con un muro neutro sullo sfondo. Sono sorridenti e si trovano in piedi su una superficie piana, indossando abbigliamento casual.

Il secondo pezzo dell’album uscito il mese scorso per l’etichetta Abeat Records, (per una volta cominciamo dal secondo e poi comprenderete il perché) si intitola appunto Convergence. Il titolo è, nelle intenzioni dei musicisti, un po’ una dichiarazione d’intenti di questo lavoro preparato per due anni e che vorrebbe evidenziare “l’interazione tra strumenti monodici dando vita a paesaggi sonori in continua trasformazione“. Ci riesce? La risposta non può che essere entusiasticamente positiva. Il pregio maggiore dell’album è, a mio parere, di far percepire la versatilità delle sonorità, ma anche la loro misura, perché le libertà estreme portano con sé sempre una certa dose di rischio: il passaggio dai colori e dalle forme tradizionali del jazz, verso la ricerca e la sperimentazione, va fatta “cum grano salis” e qui mi sembra proprio che questo equilibrio sia stato raggiunto.
Che si ascolti un brano intimo e in un certo senso minimale come Prayer, oppure le tortuosità di un brano come il conclusivo Ascendent, e poi li si confrontino con il vibrante e gioioso The Key che apre il disco, la multiformità del lavoro appare evidente.
Ma anche all’interno di uno stesso brano, spesso c’è posto per anime diverse della musica, come accade in Serendipity, mentre in altri casi come in Humans Can’t è l’aspetto più innovativo a dare l’impronta; Evidology é un altro pezzo da tener presente, dove si sprigiona quell’energia, spesso contenuta e rilasciata con misura, che è un po’ la cifra stilistica del quartetto. Non si pensi però che si tratti di sola ricerca sull’energia del jazz, perché nell’album c’è posto anche per quei ritmi meditativi e riflessivi che incontrano sempre il mio gusto, come nel caso di quella sorta di ninna nanna al trombone che è Quiet, quinto pezzo dell’album e sicuramente uno dei più convincenti.
Insomma è nella misura, cercata e voluta, dei confini dell’equilibrio che si muove tutto il lavoro e non è strano poiché si tratta di musicisti giovani, ma con una maturità ed una professionalità che travalicano il dato puramente anagrafico. Quando ascolto un nuovo lavoro, poi, mi riservo sempre di osservare attentamente la copertina alla fine e ciò é forse un retaggio dei miei studi artistici giovanili. Se le parole sono importanti (come diceva Nanni Moretti) lo è anche l’immagine che qualche volta non appare coerente o in sintonia con ciò che si ascolta. Non è questo il caso: l’apparato fotografico e la cover hanno lo stesso rigore e la stessa misura della musica, con quella foto leggermente elaborata da un movimento dell’immagine appena suggerito e con un colore smorzato che stinge verso il b/n (con il blu, toni tradizionali del jazz) e con Max Trabucco, con un tamburo tra le gambe, ripreso senza il viso come a voler indirizzare tutta l’attenzione allo strumento. Disco elegante e non superfluo.

Tracklist:
01. The Key (3:55)
02. Convergence (6:20)
03. Looking for something (1:20)
04. Serendipity (4:00)
05. Quiet (5:56)
06. Evidology (5:24)
07. Prayer for Peace (7:20)
08. Humans Can’t (1:51)
09. Ascendent (5:10)

Photo © Ilaria Basciano
Cover Photo © Marco Ortolan




 

 

 

 


 

Rispondi

In evidenza

Scopri di più da Off Topic Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere