L I V E – R E P O R T


Articolo di Nadia Cornetti, immagini sonore di Isabella Rizzitano

Sarà stata la cornice suggestiva del Porto Antico, che rende sempre magica ogni esibizione, o la combinazione eclettica – e più unica che rara – degli artisti presenti, fatto sta che la serata dello scorso 6 luglio a Genova è stata veramente memorabile. Sul palco circondato dal mare del Goa Boa (uno dei festival più importanti qui a Genova, attivo da ben 25 anni) ha coperto il ruolo di headliner una delle band più prolifiche, solide e amate del panorama italiano, i Baustelle.
La serata è stata ‘riscaldata’ da due aperture promettenti, la giovane band Omini e la cantautrice e musicista genovese – ma molto internazionale – Charlie Risso. Il reale evento “corollario” ai nostri (evento altrettanto atteso, data l’importanza che ha avuto la sua band per tutti i seguaci del rock noise alternativo, e forse non solo, ovvero gli immensi Sonic Youth), però, è la carismatica Kim Gordon, con la sua attuale strepitosa band, tutta al femminile.

Carichi a sufficienza, dopo aver assistito a questo importante pezzetto di storia (ricordiamo che lo scorso anno il medesimo palco ha visto esibirsi un altro Sonic Youth ora solista, Thurston Moore), finalmente e di poco in ritardo sulla tabella di marcia, accogliamo come merita l’ingresso del gruppo, e ci prepariamo a farci inebriare dalla loro malinconica eleganza. Questa sera il pubblico è molto presente e attende con calore la band toscana (accompagnata in questo tour da ottimi professionisti, tra i quali la giovane e grintosissima batterista Julie Ant e Milo Scaglioni al basso) assente dal capoluogo ligure da parecchi anni. Elvis, loro nuovo album, ha ottenuto un notevole gradimento e questo tour costituisce una “prima prova estiva” live del disco.
Il concerto si apre proprio con la prima traccia del nuovo lavoro, Andiamo ai rave, e già i Baustelle paiono emozionati e in forma al contempo. Il pubblico presente accoglie con entusiasmo i pezzi nuovi, dal travolgente e bellissimo inno Contro il mondo, cantata  e saltata da tutti, fino a Milano è la metafora dell’amore – presentata con un tocco di divertente imbarazzo da Bianconi, con l’invito a considerarla un omaggio a ogni città che si ama, quest’oggi a Genova – ma anche le toccanti e malinconiche Los Angeles e La nostra vita e Gran Brianza lapdance asso di cuori stripping club; e proprio come nei concerti da stadio, proprio in quest’ultimo pezzo è bellissimo prendere parte al coro, invitati prima dell’inizio della canzone da Francesco, che chiede il nostro supporto vocale esortandoci a cantare in coro “chiama lo psicologo/chiama l’ospedale/ voglio solo amare”.

Il concerto prosegue senza nette suddivisioni temporali, ma spaziando dal presente al passato più o meno lontano nella ricca discografia dei Baustelle: ai nuovissimi brani (sette pezzi, precisamente, dalla tracklist di Elvis) si alternano successi dagli ultimi dischi, come Veronica n°2 e la meravigliosa Amanda Lear, e pezzi tratti dai primissimi lavori, come Gomma, Love Affair o La moda del lento, passando per le attesissime La guerra è finita o Charlie fa surf.
Nonostante la formazione sia composta da musicisti “new entries”, l’esperienza di tutti dona all’attuale formazione un’innegabile coesione, anche se non mi abbandona, per tutta la sera, la sensazione che ci sia ancora un pochino di prudenza nel suonare i nuovi pezzi, che impedisce forse una completa padronanza e scioltezza: del resto, i Baustelle sono sempre stati molto rispettosi nei confronti di ogni lavoro presentato al pubblico questo, a mio avviso, non può che costituire un pregio.


Devo una menzione speciale a Rachele, che si è rivelata particolarmente in forma e a proprio agio nella sua Monumentale, eseguita con un commovente trasporto.
Molto apprezzato – e inaspettato – anche l’omaggio a De Gregori, La donna cannone, cantata da Bianconi con immensa stima.
Dopo le quasi due ore di concerto della band e un solo bis (“solo” perchè, personalmente, non ne avevo ancora abbastanza, nonostante non ci si possa lamentare della durata dell’esibizione), la serata si chiude con la melanconica La canzone del riformatorio, davvero sublime in formato live.
Esco felice da un’esperienza che per moltissimo tempo conserverò nel mio cuore, e che mi fa tornare verso casa con un solo pensiero: arrivederci a presto, cari Baustelle.

La scaletta:
Andiamo ai rave
Betabloccanti cimiteriali blues
La guerra è finita
Contro il mondo
La nostra vita
Milano è la metafora dell’amore
Gran Brianza lapdance asso di cuori stripping club
Los Angeles
Monumentale
Un romantico a Milano
La moda del lento
I provinciali
Veronica n°2
Amanda Lear
Il liberismo ha i giorni contati
La donna cannone
Love Affair
Charlie fa surf
Gomma
La canzone del riformatorio

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