Articolo di Stefania D’Egidio

I Hate My Village è l’ultimo ambizioso progetto di Adriano Viterbini, chitarrista tra i più talentuosi ed eclettici del panorama musicale italiano, già membro dei Bud Spencer Blues Explosion e di Milano Elettrica, in collaborazione con Fabio Rondanini, batterista di Calibro 35 e Afterhours, ai quali si è aggiunto in un secondo momento una vecchia conoscenza del rock nostrano, Alberto Ferrari dei Verdena.

Anticipato dall’uscita, lo scorso 23 novembre, del singolo Tony Hawk of Ghana, l’album vedrà la luce il prossimo 18 gennaio, per l’etichetta Tempesta International, sotto l’attenta regia del visionario produttore Marco Fasolo (Jennifer Gentle), che ha saputo abilmente dirigere e incanalare la passione dei tre per la musica del Continente Nero, frutto delle numerose collaborazioni live con artisti del calibro di Bombino e Rokia Traorè.


Nove tracce per un mix piacevolissimo di ritmi africani e melodie occidentali, alla ricerca del groove perfetto, sempre a metà tra suoni tribali e distorsioni che danno al lavoro un tocco di psichedelia di woodstockiana memoria.
Le canzoni nascono, come hanno raccontato gli stessi autori, da jam sessions nello studio di Rondanini e come tali lasciano sempre l’ascoltatore in uno stato di suspence, non sapendo come evolveranno nei ritmi e nella metrica.
Quale migliore inizio di anno per questo 2019 che segnerà il cinquantesimo anniversario del festival più celebre della storia del rock?
Un progetto coraggioso e  innovativo per come è stato concepito e per il modo in cui è stato registrato, con le tastiere distorte di Presentiment, con il registratore a cassette di Location 8, con i ritmi baccanalici di Fare Fuoco, la dimensione sognante di Bahum, storia di un duello tra pesce e pescatore; ventidue minuti in totale di giri ipnotici che il trio porterà in giro per l’Italia a partire dal prossimo Febbraio, con una data milanese il 27/02 al Santeria Social Club, per accompagnarci in viaggio nel loro mondo senza frontiere, a dimostrazione che solo la musica e l’arte possono unire laddove, invece, la politica divide e costruisce barriere tra i popoli.

Voto: 10/10 perché la musica italiana ha bisogno di gente che sappia e abbia voglia di sperimentare… 

Tracklist:

01. Tony Hawk of Ghana
02. Presentiment
03. Acquaragia
04. Location 8
05. Tramp
06. Fare Fuoco
07. Fame
08. Bahum
09. I Ate My Village