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Voci fuori dal coro

Gianni Maroccolo: Alone è anche inteso in italiano, l’aura che c’è intorno ad ogni persona [l’intervista]

I N T E R V I S T A


Articolo di E. Joshin Galani

È uscito per la Contempo Records Alone Vol. 2 – Abisso di Gianni Maroccolo, secondo capitolo del “disco perpetuo”, che vede le collaborazioni di Marco Cazzato, Michele Bernardi, Mirco Salvadori e diversi ospiti: Angela Baraldi, Howie B., Marina Rei, Alessandra Celletti, Adriano Viterbini, Beppe Brotto, Andrea Cavalieri, Francesca Bono, Life in The Woods. L’argomento è il naufragio della F174 nel Natale del 1996. Una nave di legno sovraccarica all’inverosimile di persone provenienti da India, Pakistan e Sri Lanka affonda causando la morte di 283 persone. In viaggio verso la morte questi passeggeri, attraversano le fasi della speranza della partenza, ma anche la paura, il sovraffollamento, gli odori di umanità e di mare e poi l’acqua che entra, la speranza dell’aiuto che si risolverà invece in tragedia. L’abisso, forse non è solo quello in cui sono caduti i migranti, ma la non sensibilità di chi li mette in quelle condizioni, l’abisso della non conoscenza…. È potente questa idea di Gianni Maroccolo, una scelta carica di umanità, ed in un momento in cui Gianni raramente rilascia interviste, ho il privilegio di parlare intensamente con lui di questo suo nuovo capitolo musicale. Buona lettura

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Bruce Springsteen – Western Stars (Columbia Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Giacomo Starace

È passato un po’ di tempo dall’uscita di Western Stars, nuovo album solista di Bruce Springsteen, musicista e uomo che non ha bisogno di presentazioni. 46 anni dal suo primo album, io sono nato quasi a metà della sua carriera, era già stato ovunque nel 1995, aveva anche vinto un Oscar (Streets of Philadelphia, Oscar come miglior canzone nel 1994). Eppure, c’è una cosa che ha portato Springsteen nel cuore di un ultimo arrivato come me: le storie che racconta. Ne ha raccontate tante di vicende, di persone, di strade, ma recentemente ha fatto una cosa che tanti altri probabilmente non faranno mai: ha raccontato la sua storia, in quel mirabile spettacolo che è Springsteen on Broadway. Il cuore nella mano destra e la chitarra nella mano sinistra, ardito e ruvido come sempre, si è messo a nudo, regalando non uno spettacolo, ma una masterclass sull’essere uomo.

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Edison, L’uomo che illuminò il mondo – di Alfonso Gomez-Rejon (Usa, 2017)‎

C I N E M A


Articolo di Mario Grella

Alfonso Gomez-Rejon ce la mette tutta per cavar fuori dalla vicenda del trio delle meraviglie Edison-Westinghouse-Tesla, un capolavoro, ma come direbbero a Napoli, “O ‘uaglione tene a ‘vocazione ma nun tene i mezzi”. Bisogna però dire che il film non è poi così male, fatta eccezione per l’ossessiva colonna sonora e un montaggio che lo fa somigliare più al “trailer” del film che al film stesso: ritmo troppo serrato, poco spazio per la riflessione, troppo movimento in una storia dove il ruolo fondamentale ce lo dovrebbe avere la testa. 

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Woodoo Fest – 17/21 luglio 2019 – Cassano Magnago (VA)

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini (Day 2-3-4) e Giovanni Carfì (Day 1-5), immagini sonore di Alessandro Pedale

Woodoo Fest torna anche quest’anno con un programma ricco ed interessante, con gruppi che in questi ultimi anni, e in molti casi mesi, hanno detto la loro con uscite degne di nota, o performance coinvolgenti. Questa è la sesta edizione e la “festa nel bosco” si fa grande, ospitando street food, due palchi di cui uno coperto, e varie chicche tra cui una postazione games rubata da qualche sala giochi, che se non era fine anni ’80 eravamo da poco nei ’90; ma andiamo con ordine, perché il bosco è vivo, bisogna conoscerlo e saperlo vivere, conosciamo così gli abitanti del primo giorno…

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Les Négresses Vertes @ Verucchio Festival – Verucchio (Rn), 24 luglio 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di E. Joshin Galani

Les Négresses Vertes ritornano a calcare i palchi per i 30 anni di Mlah

E’ il 28 novembre 1989, sono al 272 di Viale Padova, tra i primi di una coda che si snoda sul marciapiede. La fila è fuori dal Calypso, locale di cui non so assolutamente nulla, se non la cosa fondamentale per quella sera: si esibiscono Les Négresses Vertes. E’ uscito l’anno prima il loro primo album Mhal, un terremoto, un tilt, una fiesta gitana, un circo, un ballo sfrenato di strada. I primi anni i 90 sono intrisi di “world music”, grande contenitore in cui stavano produzioni con diverse sfaccettature di stile e di latitudine; il pop incontra il folk e la parola d’ordine è “contaminazione”. In quel momento di risveglio, in cui le tradizioni culturali delle terre emergono in musica, ecco che arrivano loro, Les Négresses Vertes a scombussolare tutto, raccolgono tante influenze e le miscelano nella maniera più viscerale, con un risultato talmente nuovo da produrre appassionante dinamite.

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Jack in Water – Presence (Nettwerk-Bertus, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Letizia Grassi

Presence. Già nel titolo del nuovo EP, Jack in Water sottolinea il seguito naturale dell’EP Absence, con il quale nel 2018 ha iniziato a collaborare con la Nettwerk Music Group. Ed è proprio la “presenza” il filo conduttore di questo viaggio alla scoperta delle vere relazioni umane. Jack in Water, all’anagrafe William Clapson, è un mix di malinconia e di esplosione di sentimenti, di gioia, di dolore, di conforto e di consapevole rassegnazione. Il tutto raccontato con una voce soul, calda e viva, che si muove secondo un’alternanza di intensità e di dinamicità, rendendo la melodia estremamente coinvolgente.

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Thom Yorke – Anima (XL Recordings, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Il colore è un mezzo per esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde” (Vasilij Kandinskij).

Dipinge anime contorte Thom Yorke, come se cadessero da grattacieli, giù verso il vortice della paura, dell’incertezza quotidiana. Dipinge linee frammentate con i suoi loop magistralmente indirizzati verso l’ignoto dal suo fidato amico Nigel Godrich, ispirandosi al consumismo e alle multinazionali, alla dura realtà che pone l’uomo schiavo della tecnologia.

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Lúcia de Carvalho @ Suoni Mobili – Lissone (Mb), 26 luglio 2019

A P P U N T I  D A  S U O N I  M O B I L I


Appunti di James Cook, approfonditi da Luci

Siamo a Lissone, nella centrale piazza della libertà davanti a Palazzo Terragni. L’edificio, costruito fra il 1938 e 1940, è un notevole esempio di architettura razionalista, attualmente adibito a sala teatrale e conferenze. E’ evidente che l’ambiente urbano, nel suo complesso, beneficerebbe di un lavoro di riqualificazione e in effetti l’amministrazione comunale si sta proprio muovendo in questo senso. La temperatura è sopra ai trenta gradi, qualche immancabile zanzara ci fa compagnia, ma l’atmosfera rimane comunque piacevole.
L’aspettativa per la serata è piuttosto alta dopo l’ascolto dell’ultimo disco di Lúcia e l’eccellente accoglienza ricevuta nei festival internazionali di world music. Siamo fiduciosi che si potrà creare un “ottimo contrasto” fra il panorama un po’ anonimo che ci circonda e ciò che accadrà sul palco.

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EX:RE @ Circolo Magnolia – Segrate (Mi), 21 luglio 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini

Arriva finalmente anche in Italia EX:RE, nuovo progetto di Elena Tonra che lo scorso dicembre, accantonati per un attimo i suoi Daughter, ha realizzato un disco che può essere considerato una sorta di avventura solista e che partiva, a livello lirico, dalla rottura di una relazione amorosa (“Regarding Ex”, appunto). Un lavoro convincente, per quanto mi riguarda tra i migliori del 2018, che pur mantenendo saldo, a mo di marchio di fabbrica, stile vocale ed elementi del songwriting adottati anche con la sua band principale, riusciva anche ad aprire prospettive nuove, incorporando sonorità più scure rispetto a quelle a cui eravamo abituati, oltre che qualche piccola incursione in ambito elettronico.

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