Iron & Wine @ Alcatraz, Milano – 5 febbraio 2018

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Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Antonio Giovanditti e Raffaele Concollato

Se c’è una lezione che si può trarre dal concerto di questa sera è che nella musica è ancora importante fare dei distinguo: l’ondata di Folk, barbe e camicie da boscaiolo che ci ha sommerso da qualche anno a questa parte (e che sembra comunque aver già perso molta della sua forza propulsiva) non è per niente uniforme al proprio interno. Mi ero fatto abbagliare anch’io, all’inizio, dai primi passi dei Mumford and Sons, avevo speso belle parole per l’esordio discografico dei Lumineers. Col tempo mi sono dovuto ricredere. Non è il genere, quello che conta. Il problema è la profondità che il singolo artista riesce ad esprimere col mezzo comunicativo che ha scelto di utilizzare.
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Jake Bugg @ Teatro Dal Verme – Milano, 6 Febbraio 2018

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Live report di Stefania D’Egidio, immagini sonore di Alessandro Pedale

È Serata di pioggia intensa il 6 febbraio a Milano, una di quelle in cui vorresti restare al caldo sotto le coperte, ma il richiamo della musica vince su tutto, anche sulla pigrizia, e così, muniti di ombrello, ci si dirige verso il Teatro Dal Verme dove si esibirà Jake Bugg per il Solo Acoustic Tour.

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The Blind Catfish – Folkolors (Habanero Factory, 2017)

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Articolo di Antonio Spanò Greco

Secondo lavoro in studio del complesso emiliano The Blind Catfish. Le novità non mancano, a cominciare dalla formazione, da sei elementi si sono ritrovati in quattro, gli unici superstiti sono Marco “Franky” Maretti, vocalist e leader, e Luca “Il Frago” Fragomeni alle chitarre ai quali si sono aggiunti Francesco “Alga” Zucchi al basso e Federico “Groove” Bocchi alle batterie, per finire alla proposta musicale che rispetto al primo album diventa più omogenea, energica e per certi versi intrigante.

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John Surman – Invisible threads (ECM, 2018)

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Articolo di ElleBi

John Surman si è avvicinato al jazz nel 1962, quando era uno studente nella nativa Devon.
Nella sua carriera, che dura da oltre 50 anni, ha registrato oltre 40 album come leader e più di 100 come ospite.
Una vita lunga e intensa, 70 anni compiuti nel 2014, ricca di viaggi che lo hanno portato in giro per il mondo, gli ha permesso di sviluppare note che fossero contemporaneamente jazz, ma anche tipicamente inglesi, connotate allo stesso tempo dalla capacità di nutrirsi degli stimoli derivanti dalla contaminazione con culture musicali autoctone.

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Piers Faccini @ La Salumeria della Musica – Milano, 24 Gennaio 2018

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Piers Faccini

Articolo di Roberto Bianchi, immagini sonore di Andrea Furlan

Piers Faccini torna alla Salumeria della Musica, gradita tappa di un tour invernale che comprende date a Torino e Venezia e proseguirà verso diversi paesi europei.

Prima di lui abbiamo il piacere di ascoltare An Early Bird, al secolo Stefano De Stefano, già con i Pipers. Chitarra acustica, voce e armonica. Ci regala una manciata di canzoni con suoni delicatamente folk e testi in inglese, la qualità delle composizioni è promettente; uno stuzzicante antipasto del disco che vedrà la luce tra pochi mesi, preceduto dal singolo Warning Signs.

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Cecilia – con l’arpa, vado a Sanremo! [l’intervista]

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Articolo di Iolanda Raffaele

In occasione della sua partecipazione all’edizione 2018 del Festival di Sanremo insieme a Max Gazzè, Off Topic ha intervistato la brava e giovanissima arpista Cecilia.

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Colter Wall @ Legend Club – Milano, 31 Gennaio 2018

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Colter Wall

Live report di Andrea Furlan, immagini sonore di Stefania D’Egidio

È un Legend Club gremito quello che attende al varco Colter Wall per l’unica data italiana del suo tour europeo. C’era molta attesa intorno al suo nome dopo l’exploit di una sua canzone, Sleeping On The Blacktop, apparsa nella colonna sonora di Hell Or High Water, e il primo album (seguito all’EP Imaginary Appalachia contenente la canzone del film) pubblicato lo scorso anno, un esordio già maturo e sorprendente che aveva lasciato tutti di stucco. Una voce profonda, baritonale, che inequivocabilmente ricorda quella di Johnny Cash, l’uomo in nero, e una serie di canzoni molto belle scritte con in mente Townes Van Zandt, Guy Clark, Waylon Jennings. A parlare attraverso di lui è la tradizione, l’outlaw country, il folk e le sue regole non scritte.

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