R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Recentemente è stata rilasciata una compilation intitolata Faber Nostrum nella quale molti esponenti di quello che ormai diamo per definito come it-pop, reinterpretano dei brani dello storico cantautore genovese. Mi hanno chiesto di parlarne proprio perché io quando De Andrè era in vita non ero nemmeno nato, mentre ho visto in diretta la crescita esponenziale degli ultimi anni dei protagonisti di questo progetto. Sia comunque chiaro che a casa mia sono cresciuto a pane, De Andrè (e Springsteen) quindi comunque la sua discografia la conosco; rimane che non l’ho vissuto realmente e che non potrò mai farlo, che tra me e la sua musica per quanto possa approfondirla e avvicinarmici, rimarrà sempre come un vetro a dividerci perché io gli anni da lui cantati non li ho mai vissuti. Il disco è composto da quindici cover, alcune delle quali anche in parte riscritte, che ti accompagnano per un’ora abbondante.

Partiamo dall’inizio: Sally, reinterpretata da Gazzelle, che stranamente mi ha convinto parecchio. Per il giovane di Maciste Dischi non ho mai stravisto (anzi) ma qui, con un testo che è oggettivamente di un altro livello rende maggiormente anche lui. L’unica pecca è che forse, non essendoci abituato, non regge al meglio i quasi cinque minuti di canzone e si perde un po’ sul finale. Già che ho citato Maciste, mi collego ai Canova, altra band che non ho mai particolarmente apprezzato ma che su Il Suonatore Jones si trova particolarmente a suo agio e porta a casa la pagnotta con onore. Altra sorpresa è stato Artù, l’unico cantante che non conoscevo per niente di questo progetto, niente di eccezionale ma neanche male, interpreta una Cantico dei drogati che sembra sentire particolarmente sua e, nonostante il cantato alla Morgan, convince. Bravi anche Cimini e Lo Stato Sociale su Canzone per l’estate, che a livello strumentale sono stati quelli che, a mio parere, l’hanno resa più loro, tornando a molti suoni che ricordano Turisti della Democrazia (tra l’altro Lodo in formissima). Bravo anche Willie Peyote che si è preso il rischio di riscrivere Il Bombarolo facendo un buon lavoro (bellissima la strumentale).

Dopo tutti questi complimenti devo ammettere però che alcune tracce mi sono scivolate addosso lasciandomi veramente poco. Tra questi i Ministri, Fadi, The Leading Guy e purtroppo anche La Municipàl (che ha osato troppo con Marinella), soltanto due invece proprio non mi hanno convinto: Amore che vieni, amore che vai degli Ex-otago e Fiume Sand Creek dei Pinguini Tattici Nucleari. La prima per il semplice fatto che non sono mai riuscito ad apprezzare il gruppo ligure, sia per quanto riguarda la scelta di suoni sia per come vengono cantati i brani e qui, non sono riuscito a ricredermi. Dei PTN invece mi dispiace anche non parlarne bene, non mi hanno mai fatto nulla di male, anzi,senza osannarli devo ammettere che li ho sempre ascoltati con piacere; a questo giro però non sono riuscito ad apprezzare le scelte vocali di Zanotti.
Arriviamo ora alle quattro rimanenti, la parte migliore di questo progetto. Motta, che aveva già pubblicato la cover di Verrano a chiederti del nostro amore colpisce il bersaglio riuscendo a trovare un brano particolarmente adatto a lui e interpretandolo come meglio non poteva fare. Anche gli Zen Circus mi sono piaciuti molto, forse per il semplice fatto che hanno reinterpretato Hotel Supramonte una canzone che da bambino, quando scoprii la storia che raccontava, mi conquistò particolarmente. Tralasciando ciò la reinterpretazione del gruppo toscano l’ho trovata davvero ottima. Canzone dell’amore perduto di Colapesce era già nota e potrà sembrare una sentenza da fan incallito ma, qualsiasi cosa fatta da lui, mi sembra sempre di livello. Tra tutti questi però, a mio parere, la reinterpretazione migliore è quella di Vasco Brondi (che strano non leggere più Le Luci Della Centrale Elettrica) che riesce a regalarci una fantastica Smisurata Preghiera come solo lui era in grado di fare. Probabilmente tra qualche anno, a parte per un paio di episodi, ci saremo dimenticati di questo progetto ma è comunque un’ottima prova che anche questa criticata nuova generazione è in grado di regalarci degli ottimi brani e che la figura di De Andrè, nonostante siano passati vent’anni dalla sua morte, è ancora viva nei cuori di tutti.

Tracklist:
Gazzelle – Sally
Ex-Otago – Amore che vieni, amore che vai
Willie Peyote – Il bombarolo
Canova – Il suonatore Jones
Cimini feat. Lo stato sociale – Canzone per l’estate
Ministri – Inverno
Colapesce – Canzone dell’amore perduto
The Leading Guy – Se ti tagliassero a pezzetti
Motta – Verranno a chiederti del nostro amore
La Municipàl – La canzone di Marinella
Fadi – Rimini
The Zen Circus – Hotel Supramonte
Pinguini Tattici Nucleari – Fiume Sand Creek
Artù – Cantico dei drogati
Vasco Brondi – Smisurata preghiera