R E C E N S I O N E


Recensione di Andrea Notarangelo

Ritornano i Lombroso dopo anni di silenzio come una stagione che avevamo dimenticato ma che aveva lasciato in noi un ricordo ben preciso nella nostra mente. Il duo meneghino lo conosciamo tutti, ma è bene ripassare le credenziali prima di avvicinarci a questo nuovo lavoro, intrigante sin dalla copertina. Loro sono un duo, costituito da Agostino Nascimbeni che si dedica alla batteria, ai cori e all’amore per i Beatles e da Dario Ciffo, in una prima vita violinista degli Afterhours, ma qui presente alla chitarra e alla voce. Nel 2003 testano la loro intesa e l’alchimia sprigionata in chiave live fa capire loro che occorre unire gli sforzi. La ragione sociale? Pare sia ad opera di Marco Castoldi (in arte Morgan), il quale propone come nome del gruppo quello della via dove provano le loro prime canzoni. Incidono a tre anni di distanza l’uno dall’altro l’omonimo Lombroso (2004), il secondo Credi di conoscermi (2007) e il terzo capitolo Una vita non mi basta (2010). Poi l’oblio interrotto solo nel 2021 dal singolo Spiegarsi che qui apre il nuovo corso dalla band.

Ed è un viaggio sonoro che non rompe il legame col passato ma anzi lo fortifica. La traccia, la più vecchia delle otto proposte, è perfettamente amalgamata in questa nuova raccolta e suona fresca e immediata. I riferimenti sono sempre i Beatles, Battisti e in generale il cantautorato degli anni ’70, ma non si tratta di revival. I testi come sempre fanno la differenza e sono il grande punto forte dei Lombroso. Non potrete non ritrovarvi o semplicemente sorridere mentre Ciffo canta: «e pensavi che non mi sarei mai trasferito e che sarei rimasto sempre a casa di mammà». Il protagonista della canzone invece ha abbandonato il nido ed è andato a vivere in Piazzale Loreto per poi trasferirsi qualche anno a New York. In seguito, in un falsetto credibile, parla di una nebbia che non consente di vedersi ed è metafora del non capirsi e, aggiungo, anche del giudicarsi costantemente. È inevitabile, ma quando abbiamo a che fare con il prossimo non si può far a meno di giudicare e costruire un’intelaiatura su quel che ci viene raccontato. Ed è così che quello che vive ancora sotto il tetto di mamma e papà viene giudicato incompetente e immaturo e così via. La canzone suona fresca e puntuale senza nient’altro da aggiungere.

Bellafine, a seguire, è la traccia che dona il titolo all’album, che si presenta con una bellissima copertina evocativa nella quale una donna in abito bianco fugge in un sentiero nel bosco. Sembra una sposa che sta scappando dall’altare, ma l’immagine rispecchia invece qualcosa di più profondo che forse è un po’ il tema portante del disco e cioè la fuga (involontaria o meno), dalle responsabilità. In questa canzone, attraverso un piano ben cadenzato, una donna chiede al suo Dario di sedersi perché deve comunicargli che tra di loro è finita e che lei vuole qualcosa di più. Azzardo un paragone. Seppur la traccia non c’entri nulla con la band mancuniana, l’effetto che rilascia è simile a quello di molte canzoni degli Smiths. Accattivante, con quei Ciao Ciao e un ritornello che ti si incolla addosso, seppur stia parlando della fine di un amore. Bella. Fine.

I fiati di Enrico Gabrielli introducono Sto pensando a te, un blues nel quale sotto la batteria secca di Nascimbeni viene raccontato lo strazio di qualcuno in attesa di notizie da parte di qualcun altro che puntualmente non arriveranno. Universo Circolare è un inno alle curve femminili, ma ad una in particolare. «Sai cosa mi piace anche di te quando ti scoppia un bel sorriso / curva della donna ancor più bella», alla quale non si può restare indifferenti. Il giro di boa del disco ci porta a Una canzone per tutti, che ci racconta la voglia di diventare tormentone e che a suo modo ci riesce. Nel modo dei Lombroso è chiaro, con un bel gioco di parole e una struttura per niente banale. Qui Dario offre il meglio quando ci racconta che parlerà dei dispiaceri per tre minuti, mettendo in risalto la funzione base di una canzone. «Voglio essere paparazzato, non riuscire più a far la spesa. Idolatrato, invidiato per la moto e per il mio stile di vita». Se questo non diventa un inno ci troviamo davvero in un mondo ingiusto. A seguire Devi dirle che l’ami è un compendio di suggerimenti su come tenersi una ragazza. Il prontuario stralunato è narrato da chi probabilmente ha fallito, ma tra suggerimenti banali (come, ad esempio, la stessa frase «Devi dirle che l’ami»), ci sono anche riflessioni profonde come nei versi «Lei è come un gatto, anche se tu sei un mostro ti vuole bene lo stesso / lei me la ricordo quando usciva da scuola e tu la guardavi con il cuore in gola. È lei».

La traccia più corta del disco è Testosterone e non è difficile immaginarne il contenuto. Tra le distorsioni di chitarra, viene raccontato di come un ragazzo ancora acerbo che non è pronto ad impegnarsi analizza quanto accaduto nel suo passato e tira le somme su storie primeve dalle quali si è ripreso ma che non ha mai dimenticato. Il protagonista la prende con filosofia e si racconta che la “bellezza tornerà” e benedice la gioventù per averlo fatto sbagliare e crescere.

In coda a Bellafine ecco giungere Sentimento Rock, una poesia in musica. Nata da un’idea del gruppo assieme a Morgan (che qui suona il basso, il piano e cura gli arrangiamenti), la canzone è stata cesellata da un testo di Mogol. Qui la fuga si conclude e lo fa davvero con un lieto fine, anzi con una vera e propria bella fine, che si propaga in versi quali «Lontano dai litigi e incomprensioni, solo emozioni, vola nel futuro più dolcissimo. Ricorda che la soluzione è ridere / Ti aspetta una famiglia sai, e fuori casa un bel giardino. Io ti sarò vicino / Quel passato che ricordi ti ha ferito più non c’è». Il protagonista del disco è cresciuto ed è pronto ad un passo importante, così come i Lombroso, che all’alba del quarto disco, sono pronti a spiccare il volo e raggiungere le vette del cantautorato (e delle classifiche). Perfetto.      

Tracklist:

01. Spiegarsi
02. Bellafine
03. Sto pensando a te
04. Universo circolare
05. Una canzone per tutti
06. Devi dirle che l’ami
07. Testosterone
08. Sentimento Rock