R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

Been hating on everyone as of late, I used to be fun
And when will this negativity be gone?

(Colleen Green, It’s Nice To Be Nice, 2021)

Lo scorso 10 settembre è uscito Cool, quarto album realizzato dalla statunitense Colleen Green. Il sound di questa sua nuova fatica musicale, dichiaratamente pop (punk), non può che rimandare alla California meridionale, dalla quale lei proviene e dove il disco è stato per buona parte confezionato; si tratta di indie pop dagli strascichi alternative, in ricordo di quelli che furono i tempi d’oro di Blink 182 & Co. e che spia il lavoro della regina della hit chart estiva, Olivia Rodrigo.
Nonostante la Green abbia quasi il doppio degli anni della giovanissima scalatrice di classifiche – diciotto quest’ultima, quasi trentasette la musicista di cui stiamo parlando – nelle liriche di Cool emerge una leggerezza e “strafottenza” estremamente giovanile… i Trenta sono davvero i nuovi Venti, verrebbe da dire. La produzione, curata dalla stessa cantautrice insieme a Gordon Raphael, in controparte, appare più strutturata e priva di colpi di testa imputabili a un’artista non ancora matura.

L’album si apre su Someone Else, canzone sulle frequentazioni e i rapporti non esclusivi, chitarra elettrica e voce sussurrata; a tema amoroso troviamo, in coda al disco, anche I Believe In Love, in cui l’incertezza perenne del romanticismo è sostituita dalla speranza e gioia che rappresenta. La traccia che meglio simboleggia lo spirito della produzione musicale è I Wanna Be A Dog, singolo il cui videoclip è stato diretto da Steele O’Neal; un po’ come in Posi Vibes e It’s Nice To Be Nice, la Green cerca di semplificare al massimo la propria filosofia di vita: provare ad approcciare gli eventi nel modo più positivo e sereno, senza lasciarsi stravolgere dall’ansia, ma anzi, vivendo il tutto con autoironia e senza assimilare le pressioni esterne… proprio come farebbe un cane. Pur dichiarando di non voler collassare sotto le pressioni del quotidiano, il disco si chiude proprio con Pressure, brano strumentale purtroppo piatto e sottotono rispetto a nove tracce piuttosto cool.

La più recente opera in studio della Green si presenta, quindi, come un prodotto fresco, adatto a quella nostalgia per i primi anni 2000 che si sta manifestando nella moda e in musica. Peccato per la forse eccessiva ingenuità adolescenziale dei testi, ma glielo perdoniamo.

Tracklist:
01. Someone Else
02. I Wanna Be A Dog
03. Posi Vibes
04. Highway
05. Natural Chorus
06. You Don’t Exist
07. It’s Nice To Be Nice
08. How Much Should You Love A Husband

09. I Believe In Love
10. Pressure To Cum