Davide Van De Sfroos @ Stadio San Siro, Milano – 09 giugno 2017

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Articolo e intervista di Giacomo Starace

Lo stadio di San Siro è stato teatro di concerti storici. Star internazionali hanno incontrato il pubblico di quest’arena e, in una calda serata di giugno, si presenta sul palco un cantautore in dialetto laghée. Tanti hanno pensato che fosse il più classico dei passi più lunghi della gamba, ma ogni dubbio viene fugato non appena inizia lo show: una versione frenetica de “Lo Sciamano”, che scatena subito i presenti.
La folla accorsa a San Siro è parte integrante dello spettacolo offerto: nonostante il dialetto venga compreso solo dai suoi parlanti, gli spettatori non vengono soltanto dalle valli lombarde, ma anche dalla Sardegna, dal Salento, da Roma e da altre località italiane. Sono in tanti, sono carichi e conoscono ogni canzone a memoria. Davide è lì sul palco e racconta le sue storie, regalando musica stellare con i venti musicisti che lo accompagnano, divisi in tre distinte band. Gli Shiver, che lo hanno seguito nel tour, con un’anima country/bluegrass; i Luf, spettacolarmente folk (indimenticabile la cornamusa che accompagna “E Semm Partii”); la Gnola Blues Band, i compagni di sempre.

Lui, Davide Bernasconi, è lì sul palco, senza maschere (oltre a quelle de “ElCarnevaal de Schignan”), emozionato, umile, come dimostrano le tante parole di stupore nei confronti del pubblico accorso numeroso allo stadio. L’energia dell’esibizione è impressionante, senza soste e con pochissime, incisive parole di ringraziamento agli spettatori, musicisti e organizzatori, ma soprattutto di gratitudine verso la vera protagonista della serata: la canzone, che “continua a rimbalzare” da padre a figlio, da amico ad amico e, finché continuerà questo, sarà immortale. Cos’è, quindi, una canzone di Van De Sfroos? Mi permetto di dare una risposta personale: una sua canzone è una storia, una preghiera, una visione, spesso incomprensibile per un estraneo al dialetto laghée. Tuttavia, queste canzoni sono state uno dei modi con cui ho potuto affezionarmi a questa città, a Como, al suo lago. Davide, tempo fa, scriveva che la musica folk non mente mai e questo vale anche per le sue canzoni, per questo motivo le grigliate con gli amici o, nel mio caso, il mio primo concerto a San Siro, sono legati al cantautore contrabbandiere. Queste possono sembrare impressioni troppo personali, ma stando lì, in mezzo al prato, ho potuto vedere con i miei occhi che ognuno era presente per motivi identici o, quantomeno, simili.

Tornando al concerto, le sorprese non sono state poche: brani dei primi anni, ospiti eccezionali (Fabio Treves, il “Puma di Lambrate”, e la sua armonica blues, ad esempio), uno sciamano azteco (sì, non avete letto male: uno sciamano azteco, che lo ha raggiunto sul palco per accompagnarlo in “Hoka Hey”), dediche a chi non ha potuto esserci, le maschere del Carnevale di Schignano con la loro lunga tradizione, Davide che ha annunciato due proposte di matrimonio che sono state fatte durante il concerto… è stata una serata magica, senza un particolare interesse al mancato sold-out (lui stesso, in un’intervista successiva, ha sottolineato che, non essendo Tiziano Ferro, si aspettava molte persone in meno delle ventimila presenti), la celebrazione di 25 anni di carriera cantando storie del lago e di tutti, pregando la Madonna, raccontando di sciamani e contrabbandieri, di Dio e di lucertole, anni che lo hanno portato a Sanremo, fino al Colosseo lombardo. La fine del concerto arriva improvvisa, nessuno si è accorto che è giunta l’ora di salutarsi. Mentre Davide e gli altri musicisti si inchinano  ai fan, questi ultimi  iniziano a cantare La Curiera a capella, come ultimo abbraccio al poeta del lago. A quel punto non possiamo fare altro che tornare a casa, riguardando le foto già con un sottile filo di nostalgia.

Setlist
Lo Sciamano
La Balàda del Genesio
Television
Nona Lucia
Il Costruttore di Motoscafi
Grand Hotel
De Sfroos
ElDiavul
La Ballata del Cimino
Duel
E Semm Partii…
El Mustru
Il Figlio di Guglielmo Tell
El Carnevaal de Schignan
Ventanas
40 Pass
La Figlia del Tenente
La Machina del Ziu Toni
Cauboi
Blues di Santa Rosa
Yanez
Akuaduulza
Hoka Hey
Pulènta e GalènaFrègia
Cyberfolk

La Balera

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