Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio

Amo la Svizzera perché è il paese delle pari opportunità, non importa come ti chiami o chi hai alle spalle, è il paese in cui il fotografo di un piccolo magazine indipendente può chiedere l’accredito a due giorni dall’evento e sentirsi rispondere dall’organizzatore: -“chiamami quando arrivi che ti faccio trovare il pass”, in Italia non sarebbe mai successo…

E così una domenica mattina del 23 settembre me ne parto alla volta di Locarno dove si svolgerà la I edizione del City of Guitars, evento fortemente voluto dall’amministrazione comunale e dal sindaco, Alain Scherrer, grande appassionato di rock e cantante della coverband Vasco Jam. La giornata è di quelle caldissime, un sole estivo illumina i quattro palchi allestiti in piazza Grande, due per le esibizioni minori, uno per le interviste del pomeriggio, arredato a mo’ di salotto, e quello principale per i live più attesi. Tanti gli ospiti presenti e tutti di grande spessore: inizio a fotografare intorno alle 14.00 con lo spettacolo unplugged di Vic Vergeat, chitarrista piemontese, noto per le sue collaborazioni artistiche con Gotthard, Gianna Nannini e per aver aperto in passato concerti degli Aerosmith e dei Nazareth, mezzora all’insegna del fingerstyle, con un bellissimo medley dedicato ai più grandi di tutti i tempi, i Beatles, di cui Vergeat è grande fan.

MASSIMO VARINI

Segue il live di Massimo Varini, spalla destra di Biagio Antonacci ed endorser per la Eko, con Rossella Zanasi, compagni nella vita e sul palco. In tanti, compresa me, hanno iniziato a suonare la chitarra con i suoi metodi; per l’occasione sfoggia anche lui una bellissima acustica, aiutandosi con una loop station che gli consente di accompagnarsi da solo, senza bisogno di percussioni; il resto lo fa la bellissima voce di Rossella, da brividi le versioni di Sign your name di TT D’Arby  e Halleluja di Leonard Cohen. Dopo l’esibizione un workshop con Massimo per gli iscritti alla manifestazione.
Giusto il tempo di spostarsi verso il palco adibito a salotto dove il mitico Luca De Gennaro, noto speaker di Radio Capital, sta iniziando l’intervista a tre storici chitarristi, Federico Poggipollini, Maurizio Solieri e Stef Burns.
Si ripercorrono le tappe fondamentali della loro carriera (che per Poggipollini sono Morandi, Litfiba e Ligabue, per Solieri Vasco rossi e Steve Rogers Band, per Stef Burns Alice Cooper e Huey Lewis & The News), si sviscerano temi inaspettati per un musicista, la precarietà del lavoro da tournista, i rapporti non sempre idilliaci con l’artista principale, contrariamente a quanto si possa vedere sullo schermo, lo stress di affrontare tour estenuanti con spostamenti continui, si parla dei progetti solisti passati e di quelli futuri, infine d’obbligo la domanda sugli artisti che sono stati fonte di ispirazione, per quasi tutti Jimi Hendrix.

LUCA STRICAGNOLI

Dopo la prima intervista di nuovo sotto il palco principale per Luca Stricagnoli, giovane musicista italiano emigrato in Germania, reduce da un successo strepitoso sui social network e in giro per l’Europa: anche per lui un concerto in acustica.
Ma il piatto principale della giornata è lui, Billy Gibbons, voce e chitarra degli ZZ TOP, è per lui che mi sono buttata giù dal letto di domenica mattina ed è per lui che mi piazzo anzitempo davanti al salotto per l’intervista delle 17.30.
Arriva con una stravagante tuta floreale e l’immancabile cappello da texano, gli occhi coperti dai classici Rayban neri; simpatia a prima vista per lui, comincia con il raccontare della sua infanzia, di quando sua madre lo portò a vedere Elvis Presley e decise che voleva essere come lui, o di quando suo padre lo portò in sala prove e si vide arrivare BB King per una sessione di registrazione, di quando, dopo tanti anni, si ritrovò a suonare e cantare con lui. Difficile immaginarselo bambino dopo che per tutta la vita lo hai visto con barba lunghissima e occhiali scuri a coprirgli gli occhi, mai visto senza, una sorpresa scoprire che dietro l’aspetto ruvido di rocker si cela in realtà  una persona dolcissima. Un’ora davvero emozionante quella passata in sua compagnia.

MASSIMO LUCA

Verso le 18.30 sale sul palco una superband capitanata da Massimo Luca, il chitarrista di Lucio Battisti, accompagnato da Pago, Carlo Andreolli, Paolo Pilo e, inaspettatamente, Fio Zanotti alle tastiere e all’armonica, per un favoloso tributo a Battisti, di cui ricorre il ventennale dalla morte. Canzoni immortali come Fiori rosa fiori di pesco, Il mio canto libero, La canzone del sole, Un’avventura… impossibile non amarle, hanno fatto la storia della musica italiana.
Alle 19.00 è il turno di Maurizio Solieri che presenta i brani del suo ultimo lavoro, Dentro e fuori dal rock’n’roll, da cui il bellissimo brano Song for a Friend, scritto per l’amico Massimo Riva,  scomparso prematuramente, oltre a brani di Cream e The Who, anche se il momento più atteso è l’esecuzione di Alba Chiara, di cui scrisse l’assolo, cantata dal sindaco Scherrer.
Salgono poi sul palco Pago, Andreolli e Pilo, per una jam session all’insegna del reggae, con brani di Bob Marley, U2, Tracy Chapman e Bennato; la piazza è ormai piena e il pubblico accompagna all’unisono i cori della band.

FEDERICO POGGIPOLLINI

Ci si avvia verso la parte calda dello show con le esibizioni di Poggipollini, che per l’occasione presenta alcuni dei suoi brani preferiti, Il chitarrista di Ivan Graziani, Per le strade di New York, sua cover di un celebre brano di BB King, London Calling dei Clash e Certe notti di Ligabue: il sindaco rock sale di nuovo sul palco per cantare e lo fa pure egregiamente.
Un repertorio tutto internazionale invece per Stef Burns, con la scoppiettante American Idiot dei Green Day, Creep dei Radiohead, un tributo a Jimi Hendrix, The Power of Love di Huey Lewis & The News e la mitica My Sharona dei The Knack.
La chiusura è da brividi con Billy Gibbons in forma strepitosa, che si fa accompagnare dai colleghi in versioni lunghissime di Wild Thing, Sharp Dressed Man e la mitica La Grange,impossibile non riconoscerne il riff, si alza un boato dal pubblico.
Le mani scorrono veloci sulle chitarre questa sera, mai vista tanta qualità sul palcoscenico in un’unica manifestazione e per di più gratis, senza le lunghissime code e le sgomitate a cui assisto in Italia, anche il deflusso postconcerto è rapido e ordinato: non posso fare a meno di pensare, ancora una volta, che abbiamo tanto da imparare dai nostri vicini Svizzeri.

BILLY GIBBONS
VIC VERGEAT
ROSSELLA ZANASI
FEDERICO POGGIPOLLINI
FIO ZANOTTI
MAURIZIO SOLIERI
MAURIZIO SOLIERI + SINDACO ROCK
PAGO
PAOLO PILO
CARLO ANDREOLLI
STEF BURNS
STEF BURNS
BILLY GIBBONS
BILLY GIBBONS
BILLY GIBBONS
BILLY GIBBONS