Paolo Benvegnù e Marina Rei “Canzoni contro la disattenzione” @ Albori Festival, Sulzano (BS) 15 giugno 2018

Postato il Aggiornato il

Articolo di Cinzia D’Agostino, immagini sonore di Antonio Viscido e Giulia Bartolini

E’ una serata mite e limpida a Sulzano, il lago d’Iseo brilla sotto i raggi lunari, c’è una calma surreale che fa da sfondo al palco dell’Albori Festival. Arrivo mentre sta suonando Bianco, mi guardo attorno e vedo gente di tutte le età. Capita spesso ai Festival estivi con ingresso gratuito, qualcuno va per cenare presso gli stand gastronomici e farsi un giro dove la musica è solo un sottofondo, altri per curiosare, altri vanno per fare i molesti, altri ancora vanno apposta per ascoltare i concerti. Stasera vedo un pubblico vario ma composto e attento.


Ci dirigiamo come sempre nella nostra postazione – la transenna – e mi accorgo che è divisa a metà tra fan di Marina Rei e Paolo Benvegnù. Più tardi ci troveremo a scherzare con quelli della fazione Rei sul fatto che a seconda del pezzo che veniva proposto dalla superband, si alternavano i cori a squarciagola di una o dell’altra frangia.
Intanto pian piano salgono sul palco i Benvegnù al completo a prendere postazione e stavolta Paolo è uno dei primi. Stasera si colloca in secondo piano, resta a sinistra del palco con la sua chitarra e la sua voce lasciando la scena centrale a Marina Rei che entra per ultima, acclamatissima e serissima. Intanto sento le note di un pezzo a me caro e finché la front woman non inizia a cantare non credo che stiano eseguendo “Canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De André. E’ un momento magico, un’entrée che non ci saremmo immaginati e l’emozione tocca il culmine quando sentiamo la voce profonda di Paolo che intona “l’amore che strappa i capelli è perduto ormai…”.

La tensione non cala affatto perché subito dopo gli applausi commossi del pubblico ecco un altro capolavoro della musica, stavolta di Paolo Benvegnù, “Il Mare Verticale”. E’ il brano che l’artista romana canta con più passione, forse perché ne ha realizzato la cover che compare nel suo album “Musa” che ha poi proposto più volte dal vivo con lo stesso Benvegnù o forse perché semplicemente è stata anch’essa rapita da tanta poesia come tutti noi.
Arriva adesso un istante di maggiore leggerezza che riporta i nostri battiti cardiaci a un ritmo normale con “Pensiero stupendo”. Subito dopo Marina Rei imbraccia la chitarra e accontenta i fan eseguendo la sua “E mi parli di te” dove Paolo Benvegnù supplisce Pierpaolo Capovilla nel duetto in maniera sublime.

Per noi supporter del cantautore lombardo inizia nuovamente un momento di puro pathos quando incalza “Cerchi nell’acqua” dove le voci di Paolo e Marina si incontrano in un connubio magistrale rimarcando la straordinaria alchimia che li lega.
Dopo una piacevolissima “Up Patriot to Arm” del grande Maestro Franco Battiato, Ciro Fiorucci cede la sua batteria a Marina Rei per qualche pezzo; si alternano così brani dei rispettivi repertori intervallati da un toccante duetto con Paolo di “Cosa sono le nuvole” di Pier Paolo Pasolini ed “Elegia” di Paolo Conte. Chiude lo spettacolo di “Canzoni contro la disattenzione” la splendida “Il Mare è Bellissimo” dei Benvegnù, ma quando gli artisti lasciano la scena il pubblico li acclama calorosamente. Dopo poco sale Paolo ringraziando con la sua solita squisita umiltà e inizia “Io e le cose” di Giorgio Gaber mentre la sua band e Marina lo raggiungono sul palco.

Nonostante qualche problema tecnico probabilmente dovuto dall’alternarsi di gruppi sul palco, il concerto ha saputo toccare le corde giuste. Il progetto è nato appunto dalla volontà di riappropriarci dell’attenzione, qualcosa che abbiamo perso negli ultimi anni, schiavi di una vita frenetica e forse troppo tecnologica “perché tutto splende ma noi non lo vediamo perché siamo velocissimi” come recita “E’ solo un sogno”, presente in scaletta e che secondo me contiene un po’ l’essenza di “Canzoni contro la disattenzione”.
E’ uno spettacolo coraggioso, che merita di essere visto dato che sono pochi i musicisti in Italia oggi che osano così tanto. I brani dei due cantautori e di alcuni grandi classici della nostra musica italiana, riletti e rivisitati secondo la sensibilità e l’eccezionale bravura di Paolo Benvegnù, Marina Rei e la band impeccabile composta da Andrea Franchi, Luca Baldini, Ciro Fiorucci e Marco Lazzeri, per circa un’ora e mezza ci hanno riportati in un mondo nel quale abbandonarsi a lacrime di gioia. Ma stavolta non era un sogno…

Scaletta:
01. Canzone dell’amore perduto
02. Il Mare Verticale
03. Pensiero Stupendo
04. E mi parli di te
05. Cerchi nell’Acqua
06. I miei complimenti
07. Up Patriots to Arms
08. Donna che parla in fretta
09. Io e il mio Amore
10. La parte migliore di me
11. E’ solo un sogno
12. Cosa sono le nuvole
13. Noi
14. Un inverno da baciare
15. Elegia
16. Il mare è bellissimo
17. Io e le cose (bis)

Prossime date:
03/07 Castello Sforzesco (MI)
06/07 Femminile Singolare, Valdagno (VI)
21/07 Music Under The Rock, Castro dei Volsci (FR)
27/07 Festival delle Musiche, Monte San Savino (AR)
28/07 Festival Alta Felicità, Venaus (TO)
29/07 Suoni di Marca, Treviso
04/08 Aspettando Godot, Bordighera (IM)
24/08 Vulcanica Festival, Rionero (PZ)

Photo Credits:
Antonio Viscido [01,04,05,10,11,12]
Giulia Bartolini [02,03,06,07,08,09]

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