R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Certo che Grechi Espinoza, mira in alto; direi che più in alto proprio non si possa. L’uscita, il 20 marzo appena trascorso, del suo ultimo lavoro, intitolato The Spiritual Way per la Ponderosa Music Records, fa parte del progetto denominato Oreb, il monte dove Mosé incontro Dio. Scusate se è poco. Del resto, il musicista non fa mistero del fatto che la sua musica è, per scelta deliberata, una ricerca dell’ascesi. Mi sia concesso riportare le parole dello stesso Dimitri: “Per sviluppare le virtù naturali un uomo lavora prima di tutto a perfezionare se stesso. Per perfezionare se stesso, prima di tutto regola i battiti del proprio cuore. Per regolare i battiti del cuore regola il respiro, per regolare il respiro concentra la mente. Per concentrare la mente rendi perfetta la volontà, sviluppando il più possibile le conoscenze. Le conoscenze si sviluppano penetrando l’essenza delle cose. Penetrata l’essenza delle cose la conoscenza raggiunge il suo grado più elevato. Quando la conoscenza è arrivata al suo grado più elevato, la volontà diventa perfetta. Perfetta la volontà, la mente diviene stabile. La mente stabile calma il respiro così che anche i battiti del cuore diventano regolari. Regolati i battiti del cuore l’uomo è privo di difetti.L’uomo privo di difetti è in equilibrio e opera con equanimità, compassione, giustizia e rettitudine nel Mondo.

Devo ammettere che nel mare magnum del disimpegno e, spesso, della sperimentazione fine a se stessa, porsi un obiettivo di questo livello fa onore al musicista. Se poi il risultato è pari alle intenzioni, credo che ci sia da essere davvero compiaciuti. Il disco è stato registrato in un luogo che sarebbe banale definire “magico”, ma assolutamente appropriato definire “spirituale”, come il Battistero di Pisa. Luoghi in cui sembra essere più facile (o meno difficile), percepire, anche grazie alla musica, il trascendente. Del resto ricordo bene l’afflato e il trasporto di Dimitri Grechi Espinoza in una esibizione di qualche anno fa al Novara Jazz Festival, sotto l’imponente mole concava della Cupola di San Gaudenzio. Già allora, avevo avuto la netta percezione che per lui la musica non fosse un fine, ma un mezzo.
Abbandoniamoci all’ascolto cominciando dal principio con Conoscenza-Eternità, primo brano di questo incantevole album. Come sempre per la musica di qualità, occorre ascoltare davvero, ma qui in particolare, perché qui la musica resta un fenomeno fisico, e non potrebbe essere diversamente, ma pone in essere lo spirituale. Equanimità-Primavera, Compassione-Estate, Giustizia-Autunno, Rettitudine-Inverno, sono le tappe di questo trasporto in un mondo “altro”, in una dimensione di “appercezione” della trascendenza per dirla con Leibniz. Respiro profondo del sax di Grechi Espinoza, note trattenute da un celestiale nitore. Tanti i riferimenti al jazz colto e alle tradizioni della musica spirituale, tanti e verrebbe da dire superflui, perché questo sax convince, ma soprattutto incanta. Difficile, molto difficile non restarne rapiti.

Tracklist:
01. Conoscenza – Eternità
02. Equanimità – Primavera
03. Compassione – Estate
04. Giustizia – Autunno
05. Rettitudine – Inverno