R E C E N S I O N E


You were patient, while in the water I hid,
Until I started drowning in it

(Balthazar, You Won’t Come Around, 2021)

 

Recensione di Francesca Marchesini

Attesa ed irrequietezza, ecco cosa rappresenta l’Humunculus Loxodontus (scultura di Margriet Van Breevort) ritratto sulla copertina di Sand, nuovo album dei Balthazar in cui proprio l’incapacità di vivere il momento vuole essere il tema centrale. Si tratta del quinto lavoro in studio della band belga e il secondo LP pubblicato dopo la “pausa creativa” che il gruppo si prese fra il 2015 e il 2018. Con Sand viene riconfermato quel sound alt-pop contaminato da disco e R&B che si era incontrato nell’album precedente Fever; come per l’LP uscito nel 2019, i progetti paralleli di Marteen Devoldere (Warhaus) e Jinte Deprez (J. Bernardt), entrambi voce e testi per la band, risultano particolarmente influenti e Sand si allontana sempre più dal clima indie-rock dei primi lavori.

L’album si apre su un’illusione, quella che nella frenesia dei nostri giorni qualcuno sia veramente in grado di cogliere l’attimo; le trombe di Moment sono quindi seguite da Losers e On A Roll, due dei tre singoli che hanno anticipato l’uscita dell’album. Questi due brani solidificano il legame con Fever e trattano entrambe della perdita (dell’amore). Lo struggimento sentimentale si ritrova poi in You Won’t Come Around; data la sua ritmica calma e la posizione centrale nella tracklist, la canzone permette una “pausa introspettiva”. L’andamento più rilassato (e riflessivo) è un elemento portante della seconda parte dell’album, come nel caso di Leaving Antwerp; ciò non toglie che ci siano anche brani più ballabili come Linger On, che per tema e sonorità richiama vagamente ciò che gli Arcade Fire fecero con Reflektor nel 2013, oppure Hourglass, la clessidra nella quale scorre inesorabilmente la sabbia citata nel titolo dell’LP. L’album si chiude con Powerless, traccia che racconta il momento in cui ci si accorge che l’amore sta svanendo, che l’attimo che stiamo vivendo si è, in realtà, già trasformato in un lontano ricordo; l’alt-pop si tinge, in fine, di nuance sempre più jazz.
Questo quinto album della band belga si presenta come il più coeso fra i lavori prodotti precedentemente dal gruppo. Nonostante il marcato richiamo al mondo R&B e jazz, che si discosta un po’ da quello cui si era abituati ascoltando i Balthazar, Sand si presenta come una raccolta di brani pop sicuramente superiore alla media e che, grazie ai singoli Losers e On A Roll, mostra come il gruppo sia ancora in grado di produrre ottime hit a ormai quindici anni dalla nascita della formazione originale.

Tracklist:
01. Moment
02. Losers
03. On A Roll
04. I Want You
05. You Won’t Come Around
06. Linger On
07. Hourglass
08. Passing Through
09. Leaving Antwerp
10. Halfway
11. Powerless

 

*Per saperne di più, leggete anche l’intervista: Liberarsi dalle sabbie mobili.