Articolo di Giacomo Starace

Dopo aver concluso l’esperienza con i Pipers, Stefano De Stefano ha intrapreso un percorso solista interessante sotto il nome An Early Bird. Legato ad affinità più elettive che sonore con Ray Lamontagne, Benjamin Francis Leftwich, William Fitzsimmons ed Elliott Smith, Of Ghosts & Marvels è un piacevole e ben costruito ventaglio di sonorità e feelings.

Melodie e arrangiamenti che ricordano un folk retrò anni ’60, costituite da una prevalenza della chitarra e della voce, supportate da un accompagnamento semplice, fatto da armonie semplici e un leggero insieme percussivo. Il sentimento che prevale durante l’ascolto è una malinconia, soffice e ovattata, lungi dall’essere tristezza spiccia, che sa di caminetto e di whisky sorseggiato in una sera d’inverno. In questo momento di calma non trovano spazio arrangiamenti che fanno gridare all’originale eclatante, ma emerge una semplicità che di negativo non ha nulla. Pochissimi effetti elettronici, armoniche e archi (questi ultimi, particolarmente in At Sunset, dal respiro quasi irish), uniti alla chitarra e alla voce di De Stefano, insieme a un sapiente lavoro in fase di produzione, mixaggio e masterizzazione (divisi fra Venezia e Dublino), ci consegnano un valido esempio di come si possa ricercare la modernità guardando a uno stile passato, il folk, che sta piano piano riaffacciandosi nel panorama musicale non solo europeo (purtroppo poco in quello italiano, lasciato nel pot-pourri disorganizzato dell’indie commerciale, almeno per quanto riguarda le grandi masse di ascoltatori, soprattutto giovani).

L’esperienza precedente con i Pipers ha portato De Stefano in giro per l’Europa, magari prendendo un aereo appena dopo aver finito di consegnare la posta, ha suscitato l’attenzione di Rai, MTV e Virgin Radio. Da questi elementi, a mio parere, nasce la sicurezza che si percepisce dalle sue parole così come dall’album in questione. Come da lui affermato, dopo una settimana di lavoro, subito cercava l’occasione di partire per suonare, rispecchiando un po’ le parole di Dave Grohl in risposta alla richiesta di consigli per i giovani musicisti, che così sintetizzerei: fate di tutto per suonare live, le attenzioni e il successo arriveranno soltanto come conseguenza. In effetti, non poche sono state le collaborazioni con artisti importanti (The Charlatans, Ian Brown, James Walsh & Starsailor, Ocean Colour Scene e Turin Brakes). Questo nuovo progetto poggia le basi di un nuovo capitolo, chissà dove lo porterà? Sicuramente l’augurio è che continui a riscuotere un successo che considererei meritato, ma soprattutto che possa continuare a scrivere la sua musica con il proprio linguaggio, che ha dimostrato di saper utilizzare bene.

Tracklist
01. To the Trees
02. Something Left
03. Never-Ending Present
04. At Sunset
05. Warning Signs
06. Till Dawn
07. Let Me Go
08. Compromise
09. Your Sewn Mouth Secrets
10. Still I Had to Love You